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Pugno di ferro per gli scarichi abusivi

 
Pugno di ferro con gli scarichi abusivi
Pugno di ferro con gli scarichi abusivi

Gli resta qualche ora di tempo per smantellare gli scarichi abusivi, altrimenti i vigli urbani li coglieranno in castagna. Sono i proprietari di una manciata di villette che la Soakro, l'azienda che ha sostituito Acque Potabili nella gestione del servizio idrico, ha individuato come la causa dell'inquinamento fognario che dai primi di luglio si registra nel tratto di mare antistante il lido San Leonardo. Si tratta di cinque villette posizionate alle spalle dello stabilimento balneare, tra viale Magna Grecia e le montagne d'argilla, lì dove scorrono i due canaloni di acque meteoriche che sfociano sulla spiaggia del San Leonardo, a distanza di un centinaio di metri l'uno dell'altro; canaloni dai quali domenica mattina fuoriusciva una schiuma biancastra che, prima che finisse a mare, il bagnino del lido cercava di arginare accumulando sabbia.
L'inquinamento è stato rilevato dall'Arpacal nel corso dei periodici controlli sulla qualità delle acque di balneazione. Il campanello d'allarme è scattato il primo luglio quando i tecnici del Dipartimento provinciale dell'Agenzia per la protezione ambientale calabrese si sono imbattuti in quel punto in una concentrazione di coliformi fecali e streptococchi fecali superiore alla media, mentre i coliformi totali rientravano nella norma. Le analisi sono state ripetute il 6 luglio dando esito negativo, ma il giorno successivo l'inquinamento è ricomparso con l'aggiunta dei coliformi totali, a conferma che si tratta di reflui fognari. Stesso risultato l'8 luglio. "Gli esiti analitici dei campionamento supplettivi effettuati nei giorni successivi - si legge nel referto del Servizio bio-tossicologico dell'Arpacal diretto dal dott. Emilio Cellini - hanno mostrato valori che superano di gran lunga i limiti previsti dalla norma ed in particolare quelli riferiti ai giorni 7 e 8 luglio, determinando, pertanto, condizioni di applicabilità del divieto temporaneo di balneazione".
L'attenzione dei tecnici si è subito focalizzata su un canalone di scarico posizionato in linea di massima al centro della spiaggia del lido San Leonardo, nei pressi del punto di campionamento. Da lì, non avendo riscontrato inquinamento verso Sud - in direzione del lido Garden - i tecnici sono risaliti per un centinaio di metri verso Nord, dove si trova il secondo tubo di raccolta delle acque piovane. "La contaminazione - si legge ancora nel referto - interessa in particolare il versante Nord dal punto di campionamento per una estensione di circa cento metri". Ovviamente i due canaloni non c'entrano, essendo adibiti al trasporto a valle delle acque meteoriche, "salvo che qualcuno non li utilizzi a monte per altri... bisogni", scrivevamo venerdì scorso anticipando il risultato del sopralluogo della Soakro effettuato nei giorni scorsi alla ricerca della fonte dell'inquinamento.
Il sindaco, dopo aver emanato un'ordinanza di chiusura temporanea del tratto di spiaggia interessato dall'inquinamento, aveva chiesto alla Soakro di attivare "ogni tempestivo accertamento al fine di disporre immediati interventi di risanamento". E non c'è voluto molto per capire da dove arriva l'inquinamento. È bastato un sopralluogo al di là della strada, nel triangolo delle villette racchiuse tra viale Magna Grecia, via Sybaris e via Makalla, per scoprire che più di un proprietario avrebbe fatto il furbo, allacciando le condotte di scarichi abusivi ai canaloni. Si parla di cinque villette, ma potrebbero essere di più, alcune, sembra, di proprietà di personaggi politicamente in vista. I tecnici della Soakro le hanno individuate tutte, ma si sono fermati nel tratto finale, cioè quando bisognava andare a bussare alle porte delle case per avere la conferma definitiva. Questo, infatti, non è compito loro, ma della Polizia municipale. Per questo motivo Soakro ha chiesto l'intervento dei vigili urbani per un sopralluogo definitivo in programma domani, mercoledì 22 luglio.
Per la prima volta, grazie al Sindaco Vallone che non si è limitato a firmare il divieto di balneazione ma ha preteso ulteriori controlli per scovare i colpevoli, qualcuno si è degnato di risalire alla fonte dell'inquinamento. Il fenomeno degli scarichi abusivi in mare si ripete ogni anno ma nessuno si era mai deciso a volgere lo sguardo verso quella miriade di costruzioni.
Fonte: Il Crotonese

 
 
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