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Centro Storico

 
 

Il Centro Storico di Crotone è facilmente individuabile perché posto su di un'altura, a ridosso del mare, racchiusa fino alla fine dell'800 dalla cinta murale cinquecentesca con una storia antichissima. Secondo gli archeologi è qui, infatti, che sorgeva l'acropoli dell'antica Kroton. Si dice che ospitasse, tra gli altri edifici, il Tempio delle Muse, sede della scuola pitagorica, nota in tutto il Mediterraneo. Si tratta di un tessuto urbano molto stratificato, a cui per le continue distruzioni, ricostruzioni, rimaneggiamenti, aumenti di volume, sovrappostisi nel corso di circa tre secoli, non si può attribuire nessun appellativo del tipo Bizantino, Medioevale, Rinascimentale, Barocco. La città fu sottoposta nei secoli a varie dominazioni straniere il cui influsso si riflette nello stile eterogeneo del suo centro antico. Le tipologie sono per lo più composite, con molte case a schiera, vie strette e tortuose, in cui emergono gli edifici di culto ed i palazzi nobiliari concentrati nelle piazzette. Potere politico e potere religioso si sommano in questi spaccati di vita sociale, dove si affacciano botteghe di commercianti e artigiani, ma su cui principalmente incombe la mole della chiesa, del convento, del palazzo nobiliare. Così mentre piazza Castello conserva nei secoli la sua peculiarità di piazza d'armi, piazza del Duomo, centro politico della città è sede della Casa Regia, del palazzo Vescovile, oltre che naturalmente della chiesa Cattedrale. Su largo Suriano (ora piazza Umberto I), destinato alle adunanze popolari, sovrastavano il convento di San Francesco d'Assisi, ora Seminario, con la chiesa annessa e le dimore dei Suriano, ora Albani, e dei marchesi Berlingeri. 
Il Centro Storico di Crotone era un tempo racchiuso entro la cinta muraria, gran parte della quale fu abbattuta poco dopo l'Unità d'Italia, caratterizzato da vie strette e piazzette in cui si affacciano i palazzi nobiliari: 

 

The historic center of Crotone is easily identifiable because placed on a hill, overlooking the sea, surrounded until the end of the sixteenth-century from the walls with a very ancient history. According to archaeologists it is here, in fact, that stood the acropolis of ancient Kroton. It is said to house, among others buildings, the Temple of the Muses, the seat of the Pythagorean school, known throughout the Mediterranean. It is a very stratified urban fabric, to which the continuing destruction, reconstruction, remodeling, increases in volume, superimposed over three centuries, you can not assign any name of the Byzantine type, Medieval, Renaissance, Baroque. The city was subjected over the centuries to various foreign dominations whose influence is reflected in the diverse style of the ancient center. The types are mostly composite, with many terraced houses, narrow and winding streets, where emerge the religious buildings and palaces concentrated in small squares. Political and religious power add up these slices of social life, which is overlooked by shops of merchants and craftsmen, but which lies primarily with the bulk of the church, of the convent and of the palace. So while Piazza Castello preserved over the centuries its peculiarities of weapon square, the Cathedral square,  as political center of the city ist he home of the Royal House, the Bishop's Palace, and of course the Cathedral church. On off Suriano (now Piazza Umberto I), intended for popular assemblies, overlooking the convent of St. Francis of Assisi, now Seminar with the adjoining church and the homes of the Suriano, now Albani, and Berlingeri Marquis.
The Historic Center of Crotone was a temple enclosed by the walls, most of which was demolished shortly after the Unit of Italy, characterized by narrow streets and squares where there are noble palaces:

 
 
 

Palazzo Galluccio (via Risorgimento): appartenente attualmente alla famiglia Lucifero, subentrata in qualità di erede, si hanno notizie della sua esistenza già nel 1699. Ricostruito nel 1809 con facciate in stile neoclassico, che ricalcano gli esempi dell'architettura romana, ha un portale con arco a tutto sesto, sormontato da un balcone con balaustra, sorretto da due coppie di colonne binate a fusto liscio e capitello riconducibile allo stile dorico. L'elegante e massiccio edificio nobiliare ha di pertinenza un bel giardino posto sui bastioni, chiuso da un cancello su cui campeggia lo stemma della famiglia.

Galluccio Palace (via Risorgimento): currently belongs to the Lucifero family, took over in quality of heir, we have news of its existence already in 1699. Rebuilt in 1809 with neoclassical façades, which follow the examples of Roman architecture, it has a portal with round arch, surmounted by a balcony with a balustrade, supported by two pairs of columns coupled to smooth shaft and capital attributable to the Doric. The elegant and massive noble building has a beautiful garden pertaining placed on sticks, closed by a gate which bears the family crest.

 
Palazzo Galluccio (via Risorgimento)
Palazzo Galluccio (via Risorgimento)

Palazzo Barracco (piazza Castello): eretto dove in passato esisteva l'abitazione di Giovan Battista Nola Molise, autore di una "Cronica" della città di Crotone, fu per molti anni proprietà dei baroni Farina che, secondo alcune fonti, ospitarono nel 1799 il Cardinale Ruffo durante la spedizione Sanfedista per la restaurazione borbonica e successivamente Ferdinando IV di Borbone. All'inizio del 1800 la residenza passò ai baroni Barracco. Costruito secondo nuove tecniche antisismiche, è un elegante e massiccio edificio a corte chiusa con scalone interno a due rampe e ballatoio, volte a crociera, che conserva nella corte stessa delle decorazioni in stucco e la pavimentazione in lastre di basalto etneo.

Palazzo Barraco (Piazza Castello): erected where once there was the house of Giovan Battista Nola Molise, author of a "chronic" of the city of Crotone, it was owned for many years  by the Farina family who, according to some sources, hosted in 1799 Cardinal Ruffo during Sanfedista expedition to the Bourbon restoration and subsequently Ferdinand VI de Bourbon. At the beginning of 1800 the house went to Barraco barons. Built according to new earthquake-resistant techniques, it is an elegant and massive closed court building with an internal double staircase and balcony, vaulted ceilings, which preserves in the court of the same stucco and the floor of Etna basalt slabs.  

 

Palazzo De Mayda (via Suriano): costruito nel 1736 dai Suriano, fu continuato dai Marzano e poi completato dai De Mayda. La vastità di questo fabbricato si deduce dai numerosi ingressi in tre strade diverse. Per consacrare il titolo, nei primi anni dello '800, fu iniziata la costruzione di questo grande casamento, che oltre al giardino, con alberi da frutto, e agli appartamenti nobiliari, aveva anche le abitazioni per i dipendenti e vari locali per i servizi. Residenza in linea con il portale in pietra con rosta in ferro battuto e stemma nobiliare marmoreo, ornato da stucchi e da coronamenti curvilinei. Ha giardino interno e originariamente aveva anche di pertinenza vari locali di servizio e le abitazioni dei dipendenti.

De Mayda Palace (via Suriano): built in 1736 by Suriano, was continued by Marzano and then completed by De Mayda. The vastness of this building if deduced from the number of inputs in three different ways. To consecrate the title, in the early 800, it began the construction of this large tenement, which in addition to the garden, with fruit trees and stately apartments had also housing for employees and for various local services. Residence in line with the stone portal with rosta wrought iron and marble coat of arms, decorated with stucco and wainscoting curved. It has garden and originally also had service real local relevance and employees' homes.

 
Palazzo De Mayda
Palazzo De Mayda

Palazzo Morelli (Via Risorgimento): In stile neoclassico romano, ha cortile chiuso con patio. L'edificio ha due facciate e due piani. Il primo con finestre, il secondo con balconi decorati con timoni triangolari. Il portone ad arco è ornato lateralmente da lesene che poggiano su basamenti, su cui collocate due colonne doriche a fusto liscio. Questi elementi fungono da supporto al balcone centrale sormontato da timpano a lunetta. Il coronamento dell'edificio è realizzato con cornicioni a dentelli. Lo stato attuale si caratterizza per una ristrutturazione effettuata nel 1885 dall'architetto Salvatore Morelli Bianciardi per conto del marchese, che a quel tempo prese possesso dell'edificio. L'esistenza dell'edificio è confermata dalla carta Michele Cristiani del 1778, dove è visibile la facciata frontale, mentre in uno schizzo preparatorio per "Voyage pictoresque" dell'Abate di Saint-Non (1781-1786), appare lo stesso lato della facciata di Via Risorgimento, anche chiamata "Via dei Baroni" per i numerosi palazzi che si affacciano su di essa, con le stesse caratteristiche stilistiche del neoclassicismo romano, parzialmente conservato nell'edificio di oggi. Un'altra carta del 1828 mostra lo stesso edificio di proprietà della famiglia Cosentini, mentre nello stesso anno i corpi che costituiscono l'edificio attuale e il giardino sono unificati come proprietà per conto di Stefano Zito.


Morelli Palace (via Risorgimento): Roman neoclassical style, has closed courtyard with patio. The building has two twin façades and two floors. The first with windows, the second with balconies decorated with triangular gables. The arched doorway is ornamented laterally by pilasters which rest on plinths on which are placed two columns in Doric made rocchi smooth stem. These elements act as support to the central balcony surmounted by gable bezel. The crowning of the building is made with dentil cornices. Its present appearance, furnished with eighteenth century, is due to the restructuring carried out on existing homes in 1885 by the architect Salvatore Morelli Bianciardi on behalf of the Marquis, who at that time took possession of the building. The existence of the building is confirmed by Michele Cristiani paper of 1778 where the front body is visible, while in a preparatory sketch for "Voyage pictoresque" of Saint-Non (1781-1786) Abbot appears the same side and the street facade Risorgimento, also called "via dei Baroni" for the numerous palaces that overlook on it, with the same stylistic characteristics of the Roman neoclassicism, partially preserved in today's building. Another paper of 1828 shows the same building as the property Cosentini family while in the same year the bodies that constitute the current building and the garden are unified as property on behalf of Mr. Zito Stefano.

 
 
 Notevole portale in pietra con rosta in legno, dichiarato Monumento di interesse storico-artistico e segnalato nel catalogo del Ministero della Pubblica Istruzione dal 1959. Ai lati del portale, delle sfere in arenaria lo decorano, mentre i capitelli sono abbelliti da motivi zoomorfi. La trabeazione è sorretta da due protomi barbute. Conserva due stemmi uguali ed un'iscrizione mutila di cui rimangono la data di realizzazione dell'edificio e pochi frammenti.
Portale Palazzo Oliverio

Palazzo Oliverio (Vico Montalcino): monumento rinascimentale di interesse storico-artistico, il palazzo ha avuto diversi proprietari. Secondo le ricerche eseguite da Pesavento, esso fu per alcuni secoli di proprietà dei Syllano, andando in seguito ad incrementare quelle dei Presterà che sorgevano vicine, in parrocchia del SS. Salvatore. Gio Pietro Presterà, figlio di Cesare e della nobile cirotana Gesimunda Susanna, ereditò i beni del padre e soprattutto quelli della madre tra cui il feudo di Puzzello a Cirò. Nell'ottobre 1674 egli risulta già proprietario del palazzo sito in Parrocchia SS. Salvatore (ANC. 313, 1666, 177;338,1698, 52). Alla sua morte il palazzo passò in eredità ai figli Gregorio e Cesare. Quest'ultimo vi abiterà con la sposa Vittoria seu Tota del Castillo, ampliandolo. Il nuovo palazzo, che ingloberà anche le case appartenute un tempo ai Mezà, verrà donato, come detto in precedenza, da Cesare Presterà, con testamento rogato presso il notaio Pelio Tirioli il 7 luglio 1745 ed aperto dopo la sua morte il 14 luglio 1745, al nipote Francesco Antonio Oliverio, appartenente all'antica famiglia originaria di Otranto (ANC. 912, 1745, 138), figlio di Giuseppe Antonio Barone di Crepacuore e Paparone e di Isabella Toscano. Il padre Giuseppe, amministratore dei beni del figlio, amplierà ancora il palazzo nel 1762, inglobando un appartamento adiacente.

Il Palazzo ha un bellissimo portale in pietra con rosta in legno, dichiarato Monumento di interesse storico-artistico e segnalato nel catalogo del Ministero della Pubblica Istruzione dal 1959. Ai lati del portale, delle sfere in arenaria lo decorano, mentre i capitelli sono abbelliti da motivi zoomorfi. La trabeazione è sorretta da due protomi barbute. Conserva due stemmi uguali ed un'iscrizione mutila di cui rimangono la data di realizzazione dell'edificio e pochi frammenti.


Palazzo Oliverio (Vico Montalcino
): Renaissance monument of historical and artistic interest reported in the catalogue of the Ministry of Education since 1959, had various owners. According to research performed by Pesavento, it was for several centuries property of Syllano, going later to increase those of Presterà and then those of Olivieri Baron, a native Otranto, which related to the Susanna family, it bores on the sides portals the coat of arms. a kind local tradition tells of the marriage between Olivieri and Susanna that put an end to the rivalry between the two families, with different factions during the long war between the Angevins and Aragonese. The choice of the emblem of Susanna is probably due both to the fact that the family was registered in the seat of the nobles of Crotone, is perhaps the fact that most immediately suggests the idea of ​​peace (a dove carrying an olive branch). According to some sources step following the Farinas and then to Barracos that bought the eponymous palace and The Attached File Orto (now Villa Comunale). The residence has a beautiful stone portal with wooden fan they said. At the sides of the portal, in sandstone of balls they decorate it, while the capitals are adorned with zoomorphic motifs. The entablature is also supported by two protomes bearded (the right is now unrecognizable). of local sandstone building dates back to the year 1526 as attested by the founding date engraved in stone-rich portal reported along with a mutilated inscription. The palace belonged to the Baron Olivieri family.

 
 
 

Palazzo Suriano (piazza Umberto I): a corte chiusa, risale al XVIII secolo, come chiaramente fanno apparire i motivi a doppio ordine di arcate a salienti, in uno dei lati prospicienti la corte e caratteristici del settecento napoletano. Presenta una facciata di impostazione neoclassica, probabilmente frutto di un successivo rifacimento.
Originariamente appartenuto alla nobile famiglia crotonese dei Suriano, la residenza dava anche il nome allo spiazzo (Largo Suriano), passando nel corso dell'ottocento alla famiglia Albani: nobiltà non indigena, un membro della quale, Filippo Eugenio, studioso bibliofilo e collezionista d'arte, nella qualità di Sindaco della città, portò a compimento la realizzazione del pubblico acquedotto.
L'edificio è molto importante dal punto di vista storico poiché nel 1807, durante l'occupazione francese, vi soggiornò il generale Reyner. 

Suriano Palace (Umberto I square): a closed court, dating back to the eighteenth century, as clearly make it appear the grounds with a double row of salient arches, in one of the sides facing the court and characteristics of the eighteenth Neapolitan century. It has a neoclassical facade, probably the result of a subsequent reconstruction.
Originally belonged to the noble crotonese family of Suriano, the residence also gave its name to the mall (Largo Suriano), passing during the nineteenth century to the Albani family nobility non-indigenous, a member of which, Filippo Eugenio, bibliophile scholar and art collector, as city mayor, required the achievement of the public aqueduct.
The building is very important from the historical point of view because in 1807, during the French occupation, the as General Reyner stayed there.

Liceo Ginnasio Pitagora (piazza Umberto I): situato sul lato più lungo della piazza, su cui si affacciano due dei più importanti palazzi nobiliari della città Palazzo Suriano e Palazzo Berlingieri, l'imponente mole nasce nei primi anni '30 su progetto dell'ingegner Franco Lamanna.
Quattro anni dopo venne aggiunto il bel giardino che ancora oggi ne adorna l'esterno. Ornato da poche decorazioni,  richiama lo stile dei palazzi ottocenteschi, ben armonizzandosi con i palazzi del centro storico che sorgono nelle sue immediate vicinanze, e dell'architettura di regime. È caratterizzato da ampie vetrate, finestre rettangolari al piano inferiore e ad arco a quello superiore, arricchite da una chiave di volta. La facciata presenta un portale rettangolare ornato da una cornice, sul quale vi è un balcone con balaustra a colonnine sorretto da mensole a volute. Il coronamento è ornato da pinnacoli.

Liceo Pythagoras (Piazza Umberto I): located on the long side of the square, overlooked by two of the most important palaces of the city Suriano and Berlingeri Palaces, the imposing building born in the early 30's on the Franco Lamanna engineer ' plan.  Four years later it was added to the lovely garden that still adorns the outside. Decorated with few decorations, it recalls the style of the nineteenth century buildings, blending well with the buildings of the old town that arise in the immediate vicinity, and the architecture system. It is characterized by large windows, rectangular windows on the lower and arched to the upper floor, enriched by a key voilta. The facade has an ornate rectangular portal by a frame, on which there is a balcony with balustrade pedestals supported by volute shelves. The crown is decorated with pinnacles.

 


Casa Turano (via Concordia): forse dimora della nobile famiglia Ajerbas d'Aragona, è stata poi l'abitazione di Carlo Turano, che fu Sindaco della città, molto stimato dalla cittadinanza. Conserva le caratteristiche architettoniche sei-settecentesche, legati all'influenza spagnola. Presenta peculiare vano scala che forma un loggiato esterno ad archi. Dopo l'abbattimento della porta principale e di parte della mura (1872) la città si aprì all'esterno mediante la creazione di portici neodorici. L'espansione urbana fuori le mura, cominciata con il quartiere Marina, diventa architettonicamente più qualificata nel periodo 1925-1935 quando vengono rielaborate forme e decorazioni influenzate da correnti artistiche quali l'art nouveau (Palazzo Proto, Palazzo Pitascio, Palazzo Mori, Palazzo Tancredi, Palazzo Brasacchio) o successivamente ai pesanti retaggi neoclassici dell'architettura di regime (Liceo Classico, Ex Banca d'Italia).
Periodo colmo di espansione urbana è quello caratterizzato dalla nascita dell'architettura popolare, che ha un esempio caratteristico nella Borgata Giardino (1923).

Turano House (via Concordia): perhaps Ajerbas residence of the noble family of Aragon, it was then the home of Carlo Turano, who was the city mayor, highly respected by the citizenry. It preserves the architectural features of the seventeenth and eighteenth centuries, linked to the Spanish art. It has peculiar stairwell that forms an outer arched loggia. After the removal of the main door and part of the walls (1872), the town is open to the outside by means of the creation of neodorici porches. The urban expansion outside the walls, began with the Marina district, architecturally become more skilled in the period 1925-1935 when reworked forms and influenced by art movements such as Art Nouveau decorations (Proto Palace, Palazzo Pitascio, Mori Building, Tancredi, Palazzo Brasacchio) or subsequently to the heavy legacy of the neoclassical architecture of the regime (High School, Former Bank of Italy).
Urban sprawl filled period is characterized by the birth of folk architecture, which has a characteristic example in the Borgata Garden. (1923)

 

Villa  Berlingieri (via Risorgimento): costruita nel 1882 su progetto dell'omonimo proprietario Francesco Berlingieri che aveva studiato all'accademia militare "La Nunziatella" di Napoli, presenta pronao neoclassico in facciata, scalone interno in marmo e pavimento a mosaico. La residenza, a cui si accede da un bel e ampio giardino con curiosa portineria, presenta una facciata con pronao neoclassico.

 

Villa Berlingeri (via Risorgimento): built in 1882 to plans by the owner Francesco Berlingeri same name who had studied at the Military Academy "The Nunziatella" of Naples, presents a neoclassical façade, interior staircase of marble and mosaic floor. The residence, which is accessed by a beautiful and large garden with curious concierge, has a facade with a neo-classical portico.

 

Palazzo Zurlo-Soda (discesa Soda): risalente al XIX sec., esternamente  si articola su due livelli e presenta un portale in pietra con arco a tutto sesto poggiante su due piedritti lisci.
Al suo interno conserva lo stemma della famiglia Zurlo.

 

Zurlo-Soda Palace (Soda descent): dating back to XIX century, externally is divided on two levels and presents stone portal with round arch resting on two piers smooth.
Inside it preserves the coat of arms of the Zurlo family.

 

Villa  Berlingieri (via Risorgimento): costruita nel 1882 su progetto dell'omonimo proprietario Francesco Berlingieri che aveva studiato all'accademia militare "La Nunziatella" di Napoli, presenta pronao neoclassico in facciata, scalone interno in marmo e pavimento a mosaico. La residenza, a cui si accede da un bel e ampio giardino con curiosa portineria, presenta una facciata con pronao neoclassico.

 

Villa Berlingeri (via Risorgimento): built in 1882 to plans by the owner Francesco Berlingeri same name who had studied at the Military Academy "The Nunziatella" of Naples, presents a neoclassical façade, interior staircase of marble and mosaic floor. The residence, which is accessed by a beautiful and large garden with curious concierge, has a facade with a neo-classical portico.

 

Palazzo Zurlo-Soda: risalente al XIX sec., esternamente  si articola su due livelli e presenta un portale in pietra con arco a tutto sesto poggiante su due piedritti lisci.
Al suo interno conserva lo stemma della famiglia Zurlo.

 

Mura Bizantine: nel 1994 un intervento del Comune di Crotone ha portato alla luce una poderosa murazione, costituita alla base da blocchi perfettamente squadrati e sovrapposti, tipica del periodo tardo antico. Ciò ha fatto supporre la presenza delle mura di cinta dell'acropoli greca, ubicata dagli studiosi appunto sul colle del Centro storico, probabilmente riutilizzati in periodo alto medievale e successivamente, durante il viceregno spagnolo, inglobati nelle predette abitazioni. La presenza di una cinta muraria di periodo medievale è stata evidenziata varie volte durante il corso degli  interventi operati sul complesso monastico di Santa Chiara e negli edifici adiacenti. Le ricerche archeologiche, effettuate durante l'intervento, hanno messo in luce l'ampiezza del muro, datato dagli archeologi attorno al VI sec. a.C..  La cortina doveva difendere Crotone dagli assalti dei Goti nella fase finale delle guerra che, per circa vent'anni, li vide contendere ai Bizantini, allora guidati dall'imperatore Giustiniano, il controllo della penisola. Come riferisce Procopio di Cesarea, nel De bello gothico, essa permise agli abitanti ed ai soldati imperiali di stanza in città, di resistere per mesi all'assedio del re goto Totila. I resti erano coperti da due fabbricati, probabilmente a due piani ciascuno, crollati in seguito ad un bombardamento aereo che ha colpito Crotone durante l'ultimo conflitto mondiale. La parte meglio conservata della struttura è il paramento sud, che dà su corso Vittorio Emanuele e misura in lunghezza circa 11 metri. L'alzato a vista consiste in tre corsi orizzontali e paralleli di blocchi parallelepipedi di taglia abbastanza omogenea, affiancati gli uni agli altri su letti di malta bianca. I conci, tagliati nella tipica calcarenite del Marchesato, provengono tutti dalla spoliazione dei ruderi di edifici di età greca o forse, delle stesse mura difensive di Kroton ed in disuso  già dal III secolo a. C.. Vi sono inoltre brandelli di apparecchiature murali più recenti e materiali di spoglio di diversa natura, per il quale è ugualmente plausibile una datazione all'Alto Medioevo, successiva all'età giustinianea. 
Byzantine Walls: in 1994 an intervention of the Municipality of Crotone has brought to light a powerful system of walls, formed at the base by perfectly squared and overlapping blocks, typical of the period of late antiquity. That suggested the presence of the boundary walls of the Greek Acropolis, located by scholars on the Old Town hill, probably reused in medieval high period and subsequently during the Spanish kingdom, incorporated in the aforesaid houses, the presence of a boundary wall for the medieval period has been highlighted several times during the course of the actions undertaken in the monastery of Santa Chiara and adjacent buildings. Archaeological research carried out during the operation revealed the width of the wall, dated by archaeologists around the sixth century BC. The curtain had to defend Crotone from the assaults of the Goths during the war that, for about twenty years, saw them contend the Byzantines, led by Emperor Justinian who then, controlled the peninsula. as reported Procopio di Cesarea, in De Bello Gothico, it allowed to the inhabitants and to imperial soldiers stationed in the city, to hold out for months the siege of the Gothic king Totila. The remains were covered by two buildings, probably two-storey blocks, collapsed following an aerial bombardment that hit Crotone during the Second World War. The best preserved of the property is south facing, which overlooks Corso Vittorio Emanuele and measuring about 11 meters in length. The raised to view consists of three horizontal and parallel courses of rectangular blocks of fairly uniform size, one adjacent to the other on white mortar beds. The segments, cut in the typical calcareniten the Marquis, all come from plundering the ruins of buildings of the Greek age or perhaps the same defensive walls of Kroton and abandoned already in the third century BC. There are also more recent pieces of wall and equipment of various types of materials taken, for which it is equally plausible to date to the Middle Ages, after the age of Justinian.  

 

Zurlo-Soda Palace: dating back to XIX century, externally is divided on two levels and presents stone portal with round arch resting on two piers smooth.
Inside it preserves the coat of arms of the Zurlo family.

 

Villa  Berlingieri (via Risorgimento): costruita nel 1882 su progetto dell'omonimo proprietario Francesco Berlingieri che aveva studiato all'accademia militare "La Nunziatella" di Napoli, presenta pronao neoclassico in facciata, scalone interno in marmo e pavimento a mosaico. La residenza, a cui si accede da un bel e ampio giardino con curiosa portineria, presenta una facciata con pronao neoclassico.

 

Villa Berlingeri (via Risorgimento): built in 1882 to plans by the owner Francesco Berlingeri same name who had studied at the Military Academy "The Nunziatella" of Naples, presents a neoclassical façade, interior staircase of marble and mosaic floor. The residence, which is accessed by a beautiful and large garden with curious concierge, has a facade with a neo-classical portico.

 

Elaborazione dell'ufficio: Centro Elaborazioni Dati (CED)
Fonte: Settore Turismo
Data ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2017
Revisionato da: Alessandra Vrenna
Traduzione a cura di:

 

  

 
 
 

    

 
 

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Elaborazione dell'ufficio: Centro Elaborazioni Dati (CED)
Fonte: Settore Turismo
Data ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2017
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