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Dopo la caduta di Costantinopoli, nel 1546, il pericolo degli attacchi turchi si manifestò in tutta la sua gravità ed allora ebbe inizio il rafforzamento delle difese costiere, per impedire le frequenti devastazioni del territorio ad opera dei corsari barbareschi, che conducevano una loro guerra semi ufficiale nello scontro tra i mondi opposti dell’Islam e della Cristianità. Per far fronte ai temuti attacchi, in tutto il regno di Napoli nel periodo viceregnale venne ideato un sistema permanente di difesa costiera. Il piano generale predisposto da Fabrizio Pignatelli prevedeva la costruzione di un sistema di torri costiere, che fossero visibili tra loro (la distanza che intercorreva non superava i 15 Km.) per consentire un tempestivo stato d’allerta, attraverso la propagazione di segnali visivi, accentuati di giorno con il fumo e di notte colle fiaccole, in tutto il Regno di Napoli, circa l’arrivo di navi nemiche. Nel comprensorio crotonese, compreso tra il fiume Neto ed il fiume Crocchio, erano attive dodici torri. Nel territorio comunale sono tuttora visibili:
Torre di Nao (Capocolonna) Fatta ricostruire nel 1550 per volontà di Fabrizio Pignatelli che nel suo programma di difesa costiera prevedeva nella zona la costruzione di altre due torri (Nariello e Scifo) e di ben undici nel comprensorio Crotonese. Restaurata di recente è ora adibita ad antiquarium per reperti subacquei.
Torre di Mariello (Capocolonna) Torre cilindrica preesistente alla riorganizzazione viceregnale soprastante la depressione chiamata Fossa del Lupo, punto nevralgico della difesa del territorio. E’ allo stato di rudere perché nel 1844 si utilizzò il suo materiale per la costruzione del molo del porto di Crotone.
Torre
di Scifo
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