Descrizione
Si è tenuto, ieri sera, presso la Casa della Cultura, l’appuntamento finale del progetto “Parole che pesano”, promosso dal settimanale Il Crotonese insieme al Comune di Crotone – Assessorato alle Politiche Sociali.
Un momento di confronto che ha chiuso un percorso intenso, aprendo allo stesso tempo nuove prospettive.
Più che una semplice campagna, l’iniziativa si è configurata come un’inchiesta giornalistica dedicata a uno dei temi più delicati del territorio: uso e consumo di sostanze stupefacenti
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, l’autrice Angela De Lorenzo, il direttore Giuseppe Pipita, Viviana Cimino, che ha illustrato i dati raccolti, il sindaco Vincenzo Voce, l’assessore alle Politiche Sociali Filly Pollinzi, rappresentanti delle Forze dell’Ordine, operatori del settore e docenti.
Il progetto è partito dall’ascolto diretto, coinvolgendo scuole, famiglie e realtà di recupero.
Dalle testimonianze è emersa una forte esigenza di esprimersi: chi vive una dipendenza sente il bisogno di essere ascoltato.
In particolare, gli incontri nelle scuole si sono rivelati momenti di partecipazione autentica, con studenti attivi, coinvolti e spesso pronti a condividere esperienze personali e difficoltà.
I dati raccolti, però, evidenziano una situazione preoccupante: sempre più giovani, anche giovanissimi, si rivolgono ai servizi sanitari per problemi legati alle sostanze.
A rendere il quadro più complesso contribuisce la diffusione di nuove droghe, spesso acquistabili online e difficili da individuare. Il fenomeno, inoltre, non riguarda più solo contesti marginali, ma interessa trasversalmente diverse fasce sociali, con implicazioni anche sulla sicurezza.
Accanto all’aspetto sanitario, emerge con forza quello sociale: le dipendenze possono portare isolamento, perdita del lavoro e difficoltà economiche e familiari. Per questo è fondamentale il ruolo delle istituzioni, impegnate a rafforzare i servizi di supporto, promuovere inclusione e creare nuove opportunità per i giovani, anche attraverso presidi sul territorio.
Importante anche il contributo delle forze dell’ordine, sempre più coinvolte in attività di prevenzione e sensibilizzazione, soprattutto nelle scuole, dove si costruisce un rapporto più diretto con i ragazzi.
La campagna ha avuto un’ampia diffusione anche online, raggiungendo oltre 300 mila persone e portando il tema all’attenzione di un pubblico più vasto.
Le testimonianze dirette hanno reso il racconto più incisivo, contribuendo a superare stereotipi, soprattutto nei confronti dei giovani, che hanno dimostrato interesse e partecipazione.
Il progetto rappresenta un punto di partenza. Tra gli obiettivi futuri, rafforzare la collaborazione tra istituzioni e operatori, migliorare la condivisione delle informazioni e potenziare gli strumenti di prevenzione.
Una cosa è chiara: affrontare il problema richiede dialogo, consapevolezza e un impegno condiviso