Varie necropoli vennero col tempo a svilupparsi a nord (zona ex Villa Giose) e a sud (zona Cimitero) della città greca. Ma la principale area sepolcrale della città greca occupava una serie di modeste creste collinari che, delimitando il fronte sud-occidentale dell’impianto urbanistico antico, costituivano lo spartiacque tra la città e la valle del fiume Esaro.
Indagata in più momenti nel 1974-1975 (Carrara 1), nel 1978-1980 (Carrara 2), nel 2005 (Carrara 3) e nel 2010-2011 (Carrara 4), essa risulta estesa su circa due ettari complessivi, dove sono state esplorate un totale di 807 sepolture.
La necropoli doveva affiancare uno dei principali assi di accesso alla città che, provenendo dall’altipiano di S.Anna di Cutro, si incuneava in una sella tra le stesse colline della Carrara ed il Cimone Rapignese.
Direttamente affacciato in direzione della città, questo settore cimiteriale copriva un ampio arco cronologico tra la fine dell’VIII e l’inizio del III secolo a.C., anche se i corredi della fase prevalente si collocano, nella gran parte, tra la fine dell’VI ed i primi decenni del V secolo a.C. Essi si segnalano per la loro sobrietà, non solo perché limitati nel numero degli oggetti presenti, ma anche per la scarsa varietà di forme vascolari scelte, tra le quali, accanto ai vasi utilizzati nel simposio, tende a prevalere il tipico contenitore per unguenti: la lekythos. Preponderante è la presenza dei vasi di importazione dall’Attica, anche se il loro livello qualitativo solo in pochi casi appare elevato.
In questo criterio di composizione dei corredi ci sembra di poter rilevare come la comunità crotoniate del periodo mostrasse di aderire ai dettami dell’etica pitagorica che, fondando sull’autorità del maestro, predicava austerità e moderazione negli stili di vita. Il rigoroso pensiero di Pitagora, infatti, sosteneva che la conoscenza avviene mediante un processo di purificazione, per cui, per comprendere la realtà, l’uomo deve andare al di là del puro aspetto esteriore delle cose, annullare l’ignoranza (vista come componente negativa di cui liberarsi), e quindi giungere ad un progressivo perfezionamento (catarsi), che prosegue dopo la morte attraverso la trasmigrazione della propria anima da uno stadio inferiore ad uno superiore (metempsicosi), sino al trionfo completo sulla materia. La necropoli è comunque ugualmente importante per i corredi più antichi che appartengono alle prime generazioni subito dopo la fondazione (fine VIII – VII secolo a.C.), e presenta anche sepolture più recenti (metà IV – inizi III secolo a.C.) che spiccano per una semplicità che pensiamo debba attribuirsi ad una sostanziale volontà da parte della cultura crotoniate a permanere nella linea della tradizione.