Luoghi di culto

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Crotone offre ai suoi visitatori un vasto patrimonio culturale di luoghi di culto

Data:

17 Giugno 2025

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Descrizione

La Cattedrale: la costruzione originaria della Cattedrale dovrebbe risalire al IX secolo. Inizialmente fu intitolata a San Dionigi, successivamente, intorno al 1462-1463 alla Maria Santissima Assunta in cielo. Nel corso dei secoli, la chiesa fu soggetta a vari interventi di restauro, sebbene nel XVI secolo il vescovo A. Lucifero operò una sua ricostruzione integrale, utilizzando materiali asportati dall'antico tempio di Hera Lacinia. L'interno della chiesa è a tre navate, divise da pilastri. Nella Cattedrale degna di nota è la

Cappella della Madonna di Capo Colonna, che racchiude l'icona della Madonna di Capo Colonna, detta anche "Madonna Nera" per il colorito scuro con il quale è dipinta la sua carnagione. La tavola, a cui si attribuiscono molti miracoli, viene festeggiata a Crotone a maggio, mese mariano per eccellenza e risale al sec. X-XI. La cappella invece, consacrata nel 1911, fu progettata dal Farinelli ed affrescata dal Severini. È riccamente decorata da stucchi ed affreschi, realizzati nel 1904 da Filippo de Falco e dal Boschetto, narrano del ritrovamento della Sacra Immagine e degli eventi miracolosi dovuti all'intercessione della Madonna Nera. Degno di nota è anche il Fonte Battesimale collocato nella Cappella Epifania, risalente al secolo XIII.

La Chiesa del Santissimo Salvatore: già esistente nel 1500 è una delle chiese storiche di Crotone. Nel 1783 fu lesionata dal terremoto, ricostruita ex-novo e portata all'attuale grandezza. Prima di questa data, il coronamento della facciata presentava il caratteristico andamento ondulato presente in altre chiese del periodo viceregnale.

La Chiesa dell'Immacolata: la sua costruzione risale al 1554, quando era costituita da un modesto tempietto con cripta sottostante. Nel 1682 sul vecchio oratorio venne costruita la chiesa dedicata all'Immacolata su iniziativa della Congregazione dei Plebei, formata da artigiani e borghesi, cosi chiamata per distinguersi dalla Congregazione dei Nobili che aveva sede nella chiesa di San Giuseppe. Una nuova ed elegante chiesa venne innalzata nel 1758, ampliata successivamente da Girolamo Cariati e consacrata da Monsignor Capocchiani. La consacrazione avvenne nel 1777. La facciata della chiesa, di impostazione neoclassica, risale al 1830 circa, ed è, quindi, posteriore alla sua costruzione. Degna di nota è la cripta a cui si accede tramite una porta lignea del Seicento. È costituita da due archi che immettono nell'attuale cappella, con cornicioni in pietra tufacea locale e pavimento in terracotta dipinto di rosso, tutti originali del '500. L'ambiente è costituito da una porta e lastroni in vetro e ferro che racchiudono, adagiati su tre gradini, i 490 teschi dei frati della Confraternita. Sul corpo superiore, al lato destro, è invece conservata una scultura lignea rappresentante il Cristo Crocifisso, realizzato tra il 1630-1640. Si tratta di uno dei pochissimi crocifissi al mondo in cui il Cristo è rappresentato con gli occhi aperti, un attimo prima di spirare. In origine era conservato nella cappella del convento-ospedale in cui operavano i Frati Fatebenefratelli. Con la soppressione del convento fu trasferito nella chiesa di San Giuseppe, nella cappella gentilizia della famiglia Zurlo, in cui fu conservato in cattive condizioni venendo sottoposto all'azione dell'acqua piovana. Infatti, il 3 maggio del 1956, nel corso di una processione, la testa si staccò causando la frantumazione del cristallo nell'occhio sinistro, ancora visibile. Il crocifisso fu allora trasferito nella chiesa dell'Immacolata ed opportunamente restaurato.

La Chiesa di Santa Maria in Prothospatariis: risalente al XV secolo, è per questo una delle più antiche di Crotone. Nel 1525 infatti è testimoniata la sua esistenza come parrocchia entro le mura. Di regia nomina, fu forse fondata dalla famiglia nobile "Prothospatariis", di origine greca, che quindi ne aveva anche il patronato. Secondo altri studiosi invece, il nome alluderebbe ai Prenotari, ovvero ad un insieme di persone notabili del luogo che avevano il patronato in questa chiesa. Fino al 1777 aveva due altari: uno dedicato a San Luigi Gonzaga, l'altro a San Gaetano. La chiesa, ad una navata, presenta un corpo allungato con abside semicircolare. La facciata principale ha un portale di pietra tufacea sormontato da una trabeazione a linea continua decorata con motivi floreali e sorretta da mensole laterali. Al di sopra vi è un rosone con vetri colorati.

La Chiesa di Santa Chiara: parte del complesso monastico di Santa Chiara, le strutture originarie vengono fatte risalire alla fine del 1300, mentre l'attuale costruzione risente degli apporti del 1700 ed inizio 1800. La chiesa, in stile barocco, è stata consacrata nel 1774, come è riportato su una lapide marmorea posta all'entrata. La lapide, in latino, narra l'abbellimento, la ricostruzione, i tesori offerti nella seconda metà del 1700 dalla badessa M. Angelica Galluccio.  Il convento ospitava le figlie delle famiglie nobili crotonesi: ne fanno fede i molti stemmi  nobiliari (Galluccio, Ventura, Sculco, Lucifero) apposti su ogni dono offerto al monastero. La chiesa di Santa Chiara si configura come il gioiello del centro storico della città, soprattutto per il ricco patrimonio che custodisce al suo interno, tra cui un armadio che racchiude un organo a canne, costruito nel 1753 da Tommasio De Martino, organario della regia cappella di Napoli e le gelosie in legno del coro, a cui era affidato il compito di custodire la clausura delle clarisse.

L'Ex - Municipio: attuale Casa della Cultura, fu in origine sede del Convento di San Giovanni di Dio, retto dall'Ordine religioso dei "Fratelli Ospedalieri" e insediato nel 1667. Annesso all'Ospedale, chiamato anche dal popolo "Fatebenefratelli",  era una chiesetta dedicata alla Madonna della Pietà o Addolorata. L'ospedale giunse ad ospitare circa 600 ammalati poveri, anche forestieri. Nel 1777 il numero dei frati del convento scese a 3 e, di conseguenza, anche per mancanza di fondi, il convento fu soppresso alla fine del secolo. L'ospedale rimase attivo divenendo pubblico con il nome di San Giovanni di Dio. Nel 1883 ca. l'edificio fu riadattato per ospitarvi il Palazzo Municipale, mentre la chiesa fu trasformata in magazzini e l'ospedale fu spostato. In seguito fu anche sede di scuole elementari e di alcuni uffici dell'ASL. Nella seconda metà dell'800 l'edificio fu molto rimaneggiato. Il vecchio campanile fu trasformato in torre dell'orologio ed alla facciata fu data una impronta ottocentesca. Incorrispondenza del balcone centrale nel 1906 sono state poste due lapidi: una a ricordo dei magistrati della Repubblica Napoletana morti a seguito della Restaurazione Sanfedista; l'altra a commemorare la spedizione dei Fratelli Bandiera, sbarcati a Crotone nel 1844.

La Chiesa di San Giuseppe: il corpo centrale risale probabilmente al XVI, mentre le cappelle gentilizie furono aggiunte nel 1719, per volontà del sacerdote Onofrio Sandria come riporta un'iscrizione lapidea sul portale. Fu restaurata nel 1744 dopo un violento terremoto e consacrata nel 1756. Si ritiene che la sua costruzione sia stata voluta da alcune famiglie nobili crotonesi riuniti nella Confraternita dei Sette dolori della Vergine Maria o dell'Addolorata, che la offrirono poi in dono alla città. L'interno è costituito da una navata centrale con ai lati 4 cappelle edificate dalle seguenti famiglie gentilizie: Galluccio, Lucifero, Sculco, Zurlo (appartenuta quest'ultima alla famiglia Ayerbis d'Aragona). L'altare maggiore è stato, invece, donato dalla famiglia Berlingieri. La facciata è ornata da un bel portale in stile tardo barocco in arenaria.

 

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Ultimo aggiornamento: 21/10/2025, 16:38

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