Famiglia, Infanzia e Adolescenza

Il Servizio 2.2.3 Famiglia, infanzia e adolescenza si occupa della programmazione e gestione degli interventi e delle politiche sociali rivolte a famiglie, minori e adolescenti

E’ un Servizio che offre interventi di tipo psico-socio-educativo-assistenziale rivolti alla maternità, all’infanzia e all’età evolutiva; questi interventi si caratterizzano per la loro valenza preventiva e riparativa e sono rivolti in modo privilegiato al minore e alla sua tutela. Tra gli interventi di tutela rientrano anche quelli rivolti ai genitori con l’obiettivo di aiutare madri e padri, nei momenti di crisi, a riconoscere e recuperare le competenze di base per potere svolgere in modo sufficientemente buono le funzioni genitoriali.

Quali sono le funzioni
Svolge due funzioni principali:

  • funzione di assistenza, sostegno e aiuto alla genitorialità in famiglie con minori;
  • funzione di vigilanza, protezione e tutela dei minori di fronte a difficoltà e carenze nella gestione del ruolo genitoriale, che devono essere attivate in presenza di fattori di rischio evolutivo del minore (art.9 e art.23, Legge 184/83) anche in assenza di una richiesta diretta della famiglia.

A chi si rivolge:
Il Servizio è rivolto a:

  • bambini in situazioni di pregiudizio;
  • tutti coloro (mamme, papà, nonni, insegnanti, vicini di casa, etc.) che osservano situazioni di pregiudizio a carico di minori;
  • mamme e papà che hanno bisogno di supporto per trovare risposte adeguate alle domande dei loro figli;
  • coppie in conflitto che hanno bisogno di mediazione per gestire le funzioni genitoriali.

Classificazione degli interventi:

Gli Interventi di assistenza alle famiglie e ai minori e sostegno alla genitorialità comprendono tutti gli interventi richiesti direttamente dalle famiglie di carattere assistenziale, educativo, di aiuto e di sostegno, che hanno l’obiettivo di favorire il diritto del minore di vivere e crescere nella propria famiglia d’origine, e sono:

    • consulenza e orientamento all’uso delle risorse del territorio e all’accesso ai servizi;
    • consulenza psico-sociale di sostegno alla genitorialità;
    • interventi di inserimento di minori nei contesti educativi presenti sul territorio;
  • interventi socio-educativi individuali e di gruppo;
  • Interventi di vigilanza e protezione dei minori .

Il Servizio può venire a conoscenza, attraverso segnalazioni di altri soggetti (scuole, servizi sanitari, volontariato, vigili urbani, vicinato, ecc…), che un minore potrebbe trovarsi in una situazione di sofferenza o di rischio evolutivo. Altre volte è la Magistratura minorile che invia al servizio sociale la richiesta di verificare le condizioni di vita e familiari di un minore che presenta segnali di disagio.
Di fronte a tali segnalazioni da qualsiasi parte arrivino, gli operatori psico-sociali si attivano per una verifica della situazione segnalata e per formulare un progetto di intervento a tutela del minore.

Gli Interventi relativi ai minori denunciati ai sensi del DPR 448/88 riguardano i minori residenti segnalati dalla magistratura minorile a seguito di reati commessi di varia natura. L’intervento del Servizio riguarda l’indagine psicosociale richieste dalla Procura minorile per costruire percorsi educativi alternativi a quelli penali. Sono infatti indagini, svolte dall’assistente sociale e dalla psicologa, centrate sull’ambiente socio-familiare in cui vive il minore, sulla sua personalità e sul rapporto tra minore, reato e contesto sociale di appartenenza. L’obiettivo di tale processo è di costruire con il minore e con la sua famiglia un contesto valutativo al fine di comprendere i significati del comportamento deviante, esprimere prognosi sull’occasionalità del comportamento, valutare la connessione del reato con altri indicatori di disagio, formulare un eventuale progetto di aiuto. Questa valutazione psico-sociale fornisce al giudice informazioni di cui tener conto in sede processuale per la formulazione degli interventi di competenza della magistratura.

Gli Interventi rivolti a minori devianti a rischio di emarginazione sociale sono:
– interventi di consulenza e sostegno psico-sociale ;
– interventi di cura e di sostegno psico-sociale realizzati in rete con genitori, altri Servizi e reti informali;
– interventi di natura educativa;
– richiesta di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria Minorile;
– interventi di inserimento lavorativo, con erogazione di borse-lavoro.

Gli Interventi relativi a procedure ed accertamenti dell’autorità minorile comprendono le attività svolte dal servizio su richiesta del Tribunale dei Minori o del Giudice Tutelare in tema di matrimonio di minori, di Interruzione Volontaria di Gravidanza di minorenni, di tutela dei minorenni stranieri “non accompagnanti” cioè arrivati in Italia senza reti parentali.

Gli Interventi connessi alla separazione dei genitori vedono operare il servizio su richiesta del Tribunale ordinario o del Tribunale per i Minorenni nei casi di separazione conflittuale di genitori che non riescono a trovare un accordo sull’affidamento dei figli all’uno o all’altro genitore. Anche il Giudice tutelare, che svolge funzione di vigilanza sui figli de genitori separati, può richiedere l’intervento del servizio di fronte a conflitti tra genitori già separati. Gli operatori hanno il compito di svolgere una indagine psico-sociale sui genitori, sul minore e sulla relazione genitori-figlio. Al termine dell’indagine gli operatori inviano una relazione contente una valutazione psico-sociale della situazione familiare al giudice che l’ha richiesta per gli interventi di competenza. Contestualmente il Servizio attiva un Progetto di Mediazione nei confronti del gruppo familiare con l’obiettivo di aiutare i vari membri ad elaborare i conflitti e le emozioni legate alla separazione e a fare emergere risorse e capacità insite in ciascuno, genitori e figli, per potere attraversare il cambiamento ed uscirne in modo creativo.

Gli Interventi di inserimento in Comunità residenziali o semi-residenziali Familiari, Educative, Madre-Bambino o presso Famiglie Affidatarie o Solidali vengono attuati dal Servizio Sociale in presenza di un provvedimento del Tribunale dei Minori di collocamento extra-familiare o in situazione di emergenza a seguito dell’applicazione dell’art. 403 c.c., quando la situazione familiare risulta altamente pregiudizievole per la crescita del minore e non sia possibile un affido familiare. Il collocamento in comunità residenziale o in affido familiare dovrebbe essere temporaneo, tenuto conto della valutazione degli operatori di poter attuare un progetto che possa prevedere il rientro nella famiglia d’origine. Anche nei contesti di allontanamento i genitori rimangono soggetti con proprie risorse e potenzialità da valorizzare e sostenere. E’ in questa ottica che acquistano significato: l’accompagnamento del bambino o dell’adolescente nelle diverse fasi del suo percorso di crescita, il contemporaneo sostegno ai genitori nel percorso di superamento delle loro difficoltà e il loro affiancamento nell’esercizio della responsabilità genitoriale. A seguito di tale percorso, in alcune situazioni il processo rivolto alla riunificazione familiare è possibile ed è garantito dal superamento delle condizioni che hanno portato all’allontanamento. Per raggiungere tale obiettivo, gli interventi di accoglienza e cura devono svolgersi, per quanto possibile, in collaborazione con il bambino e la sua famiglia.

Gli Interventi di Affido Familiare o accolgienza presso familgie solidali di minori riguardano
l’accompagnamento sia della famiglia affidataria, che del bambino con la sua famiglia d’origine in tutto il percorso dell’affido.
Tale percorso si articola in diversi sotto-interventi:
– Interventi di promozione e reperimento delle famiglie affidatarie e solidali;
– Formazione e preparazione delle famiglie affidatarie e solidali (istruttoria per l’affido);
– Attuazione del progetto di affido attraverso l’abbinamento di un bambino ad una famiglia affidataria;
– Sostegno e affiancamento alla famiglia d’origine;
– Sostegno e affiancamento alla famiglia affidataria;
– Sostegno e affiancamento del bambino o dell’adolescente in affido.
La Coordinatrice del Centro Affidi e di Solidarieà Familiare è la dr.ssa Maria Rizzo;

Per approfondire: 

𝐒𝐩𝐨𝐫𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨:

Numero Verde: 800.66.15.92

Email: affido@comune.crotone.it

Gli Interventi connessi all’Adozione sono previsti per legge (Legge149/2001 “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori”) per le coppie che intendono adottare un bambino italiano o straniero, e presentare la domanda di adozione al Tribunale per i Minorenni.
Il percorso adottivo è articolato in fasi successive e prevede che il servizio svolga le seguenti attività:
– informazione sulla legislazione e sui principali aspetti dell’esperienza adottiva;
– indagine socio-psicologica svolta da assistente sociale e psicologa durante la quale viene svolta una valutazione psico-sociale sulla idoneità genitoriale della coppia aspirate l’adozione;
– vigilanza e sostegno durante il primo anno di ingresso del bambino nella nuova famiglia.

 

Gli Operatori
L’attuale Servizio Sociale “Infanzia, Famiglia e Adolescenza” si avvale di differenti competenze professionali e opera una presa in carico multiprofessionale psico-sociale:

Gli operatori sono:

Avv. Francesco MARANO – Dirigente – maranofrancesco@comune.crotone.it;

Alessandra MESORACA – Q.E. – mesoracaalessandra@comune.crotone.it;

Maria RIZZO – Coordinatrice dell’Area – rizzomaria@comune.crotone. It – tel.: 0962/921355;

Elvira ANANIA – Psicologa – ananiaevlcira@comune.crotone.it;

Paola BARLETTA – Educatrice – barlettapaola@comune.crotone.it;

Ilaria Benedetta SENDENTE – Educatrice – sendenteilaria@comune.crotone.it;

Dafne Francesca POTENZONE – Assistente sociale – potenzonedafnefrancesca@comune.crotone.it;

Valentina PUJIA – Assistente sociale – pujiavalentina@comune.crotone.it;

Martina MELE – Assistente sociale – melemartina@comune.crotone.it;

Francesca DE FILIPPO – Assistente sociale – defilippofrancesca@comune.crotone.it.

La rete

Il Servizio per svolgere le sue funzioni di tutela attiva interventi integrati con i diversi soggetti istituzionali che sul territorio si occupano di minori: le Scuole di diverso ordine e grado, le Forze dell’Ordine, lgli Enti del Terzo Settore, i Comuni ed i Servizi comunali , l’ASP con le specifiche diramazioni (NPI, Ser.D, CSM, il Centro per l’Impiego locale, l’Ufficio di Piano) e con la comunità locale.

I Progetti
Il Servizio Sociale di Tutela Minori sviluppa Progetti di Comunità con l’obiettivo di creare legami sociali.

CENTRO AFFIDI E DI SOLIDARIETA’ FAMILIARE:

La finalità è favorire la sensibilizzazione e la diffusione della cultura della solidarietà tra nuclei familiari mediante l’istituto dell’Affidamento Familiare e della Solidarietà familiare.
L’affidamento familiare è un intervento temporaneo di aiuto e sostegno che si attua per sopperire al disagio e/o alla difficoltà di un bambino e della sua famiglia che momentaneamente, non è in grado di occuparsi delle sue necessità affettive, educative e di mantenimento. L’affidamento familiare rappresenta una importante risorsa, in una logica preventiva di attenzione ai bisogni dei minori e di solidarietà familiare. L’Ambito Sociale Territoriale di Crotone promuove azioni a tutela dei bambini mettendo in atto interventi finalizzati a:
proteggere il bambino o il ragazzo da forme di emarginazione o degrado che possano interferire con la sua crescita, la sua serenità e il suo sviluppo psicofisico, offrendo l’inserimento in un ambiente di vita idoneo;
sostenere la famiglia di origine al fine di favorire il rientro del bambino o del ragazzo nella propria casa;
evitare l’Istituzionalizzazione dei bambini/ragazzi, favorendo l’inserimento in un ambiente familiare.

Durata strutturale.

P.I.P.P.I. LEPS

Obiettivo del programma è garantire uniformità ed equità nella presa in carico dei bambini che provengono da famiglie negligenti nell’ambito delle quali si rilevano difficoltà a far fronte ai bisogni evolutivi. L’intervento è pertanto finalizzato al miglioramento delle modalità operative di intervento, tra le quali anche l’appropriatezza degli eventuali allontanamenti dalle famiglie di origine. L’intervento mira, inoltre, allo sviluppo delle risorse sociali e delle capacità genitoriali mediante il potenziamento di una presa in carico intensiva e il pieno coinvolgimento dei genitori e dei bambini nella costruzione del progetto di cura, favorendo al contempo la collaborazione tra tutti gli attori, professionali e non, presenti nel contesto di vita del bambino, così come indicato nelle Linee di indirizzo per l’intervento con le famiglie in situazione di vulnerabilità e dal LEPS.
Gli obiettivi specifici del Programma sono:
Ridurre al minimo indispensabile i tempi di allontanamento nel caso di bambini già allontanati dalla propria famiglia di origine;
Favorire processi di responsabilizzazione e consapevolezza del ruolo genitoriale;
Garantire un approccio metodologico che ricorra all’allontanamento dei minori in extrema ratio;
Favorire il miglioramento dei servizi nelle pratiche di presa in carico e supporto alle famiglie negligenti.

I dispositivi d ’azione attivabili per ciascun nucleo familiare sono suddivisi in:
GRUPPO DEI GENITORI E DEI BAMBINI;
EDUCATIVA DOMICILIARE/FAMILIARE
PARTENARIATO SCUOLA-FAMIGLIA-SERVIZI
VICINANZA SOLIDALE

Durata triennale.

INTEGRAZIONE RETTA CENTRO DIURNO MINORI:

Promuovere la frequenza dei Centri Diurni per minori in difficoltà. In particolare, il Centro Diurno Minori, in stretta collaborazione con i Servizi territoriali e le realtà culturali, formative e di socializzazione, mediante l’utilizzo di modalità operative basate sull’integrazione sociale, è finalizzato a favorire la crescita e la socializzazione del minore.
Tra gli obiettivi prioritari si propone di:
favorire la crescita del minore promuovendone il benessere psicofisico;
sostenere ed affiancare la famiglia nella sua azione educativa;
prevenire situazioni di disagio.

Individuazione di minori residenti/dimoranti nei Comuni dell’Ambito Sociale di Crotone (Belvedere di Spinello, Crotone., Cutro, Isola di Capo Rizzuto, Rocca di Neto, San Mauro Marchesato, Scandale), da inserire nei Centri Diurni per minori con funzione socio-educativa, presso i Soggetti Privati autorizzati al funzionamento in via definitiva e accreditati istituzionalmente ai sensi del Decreto della Regione Calabria DGR 499 del 26 settembre 2023 che sono ubicati nel territorio dei Comuni dell’Ambito Sociale Territoriale di Crotone, con la possibilità di integrare la retta prevista per la frequenza in relazione al bisogno.
I Centri Diurni rivolti a minori, sono strutture socio-assistenziali a carattere semi-residenziale, che si prefiggono di offrire interventi educativi individualizzati in favore di minori che necessitano di una sana socializzazione e sostegno nella vita quotidiana, con azioni educative e di contenimento anche a supporto alle figure genitoriali.

Durata annuale.

Programma P.I.P.P.I. Leps

Il Programma P.I.P.P.I. (Programma di Intervento Per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione) rientra nei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) ed è finalizzato a sostenere le famiglie con figli minori in situazione di vulnerabilità

Centro Affido e solidarietà familiare

Registro delle famiglie disponibili ad accogliere temporaneamente minori in difficoltà attraverso percorsi di affidamento familiare o solidarietà familiare, promossi dai servizi sociali

Notizie

notizia 30 Apr 25

Attività a favore dei minori

La Giunta Comunale, su proposta dell’assessore alle Politiche Sociali Filly Pollinizi ha approvato l’atto di indirizzo per il potenziamento dei centri estivi, dei servizi socio-educativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa che sv

notizia 02 Feb 22

Interventi a favore di minori

E' stato pubblicato sul sito dell'Ente la manifestazione di interesse finalizzata alla concessione di partenariato del Comune di Crotone a valere dell'avviso "Povertà Educativa nel Mezzogiorno - PEM" dell'Agenzia della Coesione Territoriale

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Pagina aggiornata il 16/03/2026

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