Zona Franca Urbana: la rete dei Comuni

 
La riunione di Taranto
La riunione di Taranto

Un importante appuntamento quello della due giorni dedicata alle Zone Franche Urbane che si è tenuto a Taranto su iniziativa dell'amministrazione comunale pugliese che ha visto la partecipazione delle amministrazioni destinatarie delle nuove ZFU istituite in Italia, e che il Cipe ha ratificato lo scorso 8 maggio.
La delegazione calabrese era presente al completo, con i rappresentanti dei tre comuni beneficiari delle zone franche: Crotone, Lamezia Terme e Rossano.
I lavori, moderati dal Dr. Valerio Lupo della Progea, società che ha promosso il progetto ZFU di Taranto, hanno avuto avvio con l'intervento dell'Assessore alle attività produttive del Comune di Crotone, Cesare Spanò, che, dopo aver espresso il proprio apprezzamento per l'organizzazione dell'incontro, ha manifestato l'esigenza che le città interessate dalle zone franche diano forma ad un coordinamento che consenta loro di agire in modo unitario verso il governo, così da spingere per l'avvio della normativa necessaria per l'implementazione dello strumento agevolativo.
Nei vari interventi, i rappresentanti dei comuni hanno concordato sul punto propendendo per un'aggregazione che prenda forma in un coordinamento permanente, ed hanno unanimemente individuato nel Comune di Taranto il soggetto che fungerà da portavoce e potrà attivare le opportune iniziative per condividere le informazioni tra le ZFU e avviare un dialogo con il Governo.
Nell'esprimere la propria soddisfazione per la recente delibera Cipe, i comuni hanno comunque manifestato la necessità che quanto prima siano emanati i decreti attuativi da parte del ministero dell'Economia e Finanze e del ministero del Welfare, nei quali saranno definite le modalità operative di funzionamento delle ZFU.
In effetti i rappresentanti delle amministrazioni locali hanno riscontrato un forte e crescente interesse da parte di soggetti stimolati all'insediamento nelle ZFU, ma anche sottolineato l'opportunità di norme certe per le valutazioni tecnico-economiche degli imprenditori.
Da più parti, nel corso della discussione, si è riscontrata l'opportunità dell'implementazione delle somme disponibili per il funzionamento delle ZFU, puntando inoltre all'affiancamento e dall'estensione di meccanismi di decontribuzione del costo del lavoro mediante strumenti agevolativi come la legge n. 407/1990.
Dal canto loro, le Regioni potranno giocare un ulteriore ruolo propulsivo delle zone franche, prevedendo sistemi di premialità per le aree che ricadono in tali agevolazioni, considerato che le ZFU sono state istituite per contrastare il degrado di quartieri caratterizzati da elevati indici di disagio sociale.
Dall'interessante relazione della delegazione francese, che ha preso parte alla seconda giornata di lavori, è emersa la validità dello strumento zona franca che nell'esperienza transalpina ha preso forma da oltre un decennio.
In chiusura i comuni hanno sottoscritto un documento che sarà inviato ai ministeri dell'Economia e del Welfare, affinché si pervenga quanto prima all'emanazione delle norme di attuazione.

 
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