"Mangia prega ama" di Gilbert Elizabeth

Liz è bella, bionda, solare; ha una grande casa a New York, un matrimonio perfetto, un lavoro invidiabile. Eppure, in una notte autunnale, si ritrova in lacrime sul pavimento del bagno, con l'unico desiderio di essere mille miglia lontana da lì. Quella notte, Liz capisce di non volere niente di tutto quello che ha, e fa qualcosa di cui non si sarebbe creduta capace: si mette a pregare. Come reagireste se Dio (o qualcosa che gli assomiglia) venisse a toccarvi il cuore e la mente, non per invitarvi alla pazienza e alla rassegnazione, ma per dirvi che avete ragione, quella vita non fa per voi? Probabilmente fareste come Liz: tornereste a letto, a pensarci su. A raccogliere le forze, perché il bello deve ancora venire. Un amarissimo divorzio, una tempestosa storia d'amore destinata a finir male e, in fondo, uno spiraglio di luce: un anno di viaggio alla scoperta di sé. In questo irresistibile diario-confessione, Elizabeth Gilbert ci racconta le tappe della sua personalissima ricerca della felicità: l'Italia, dove impara l'arte del piacere, ingrassa di 12 chili e trova amici di inestimabile valore; l'India, dove raggiunge la grazia meditando in compagnia di un idraulico neozelandese dal dubbio talento poetico; e l'Indonesia, dove uno sdentato sciamano di età indefinibile le insegna a guarire dalla tristezza e dalla solitudine, a sorridere e a innamorarsi di nuovo. "Mangia prega ama" è la storia di un'anima irrequieta, con cui è impossibile non identificarsi.

 
 

"Olive Kitteridge" di Elizabeth Strout

In un angolo del continente nordamericano c'è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sull'Oceano Atlantico c'è una donna che regge i fili delle storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini. È Olive Kitteridge, un'insegnante in pensione che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltipllcarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell'animo di chi le sta accanto: un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; Christopher, il figlio, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che nella sua stessa fedeltà al matrimonio scopre una benedizione, e una croce. E ancora, le due sorelle Julie e Winnie: la prima, abbandonata sull'altare ma non rassegnata a una vita di rinuncia, sul punto di fuggire ricorderà le parole illuminanti della sua ex insegnante: "Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi". Con dolore, e con disarmante onestà, in "Olive Kitteridge" si accampano i vari accenti e declinazioni della condizione umana - e i conflitti necessari per fronteggiarli entrambi. E il fragile, sottile miracolo di un'alta pagina di storia della letteratura, regalataci da una delle protagoniste della narrativa americana contemporanea, vincitrice, grazie a questo "romanzo in racconti", del Premio Pulitzer 2009.

 

Editore: Rubbettino

La scossa. Sei proposte shock per la rinascita del sud - Delzìo Francesco

Oggi la parola d'ordine delle élite è "dimenticare il Mezzogiorno". È la stagione peggiore del Sud dal dopoguerra: la stagione del declino senza speranza, dell'oblio senza remore da parte della politica e dei media, del clamoroso fallimento delle strategie di sviluppo delle Regioni meridionali, della fuga in massa dei giovani dall'inferno. Nonostante vecchi annunci roboanti e nuovi Partiti del Sud, nessuno sembra più curarsi davvero della Cenerentola d'Europa. Tra i leader politici prevale una sorta di "rassegnazione etnica" sulla sorte dei terroni: "non ce la possono fare, meglio abbandonarli al loro destino". Al Sud serve disperatamente una "scossa". Non è più tempo né di questuare altra (inutile) spesa pubblica, né di praticare (illuministicamente) la "normalizzazione" del Mezzogiorno. Solo una rivoluzione del coraggio, solo una strategia di rottura può salvare il Sud dalla deriva definitiva dell'economia e delle menti. Ecco sei proposte shock per realizzarla. Per riprenderci il Mezzogiorno, prima che diventi la nuova Petra.

 
Editore: L'ORECCHIO DI VAN GOGH

Desideranza Fufull - Di Gangi Luigi, Giacomazzi Ugo.Teatri alchemici

In un paesino dell'entroterra siciliano Pino e Sergio vivono da sempre segregati in casa, costretti ad accudire una madre morbosa che pesa ben centocinquanta chili ed è incapace di provvedere autonomamente alle proprie esigenze. Sergio è affetto da imprecisati problemi psicofisici e Pino è costretto a relazionarsi con il fratello utilizzando una forma linguistica basata sul gioco. Complementari nella malattia e uniti da un'irrealizzabile desiderio di evasione, il giorno della festa di Sant'Antonio i due abbandonano la madre al proprio destino nella vasca da bagno e salgono nella soffitta in attesa che passi la processione, per compiere un gesto eclatante e liberatorio... Ogni giorno la vita degli abitanti di City scorre in una condizione di assoluta tranquillità e benessere. Il nutrimento fisico piove come una manna dal cielo, mentre l'intrattenimento è assicurato dalle performance di Cirì e Cocò, due sinuose ballerine appositamente ingaggiate da Rex. Ma quando il comportamento irriverente di Fufùll  potrebbe risvegliare le coscienze dei Citizens, assopite dall'appagante tripudio di meraviglie, al Gallo - illustre custode della City - non resta che intervenire drasticamente...  

 


La casa editrice L'Orecchio di Van Gogh compie un felice incursione nel mondo dell'avanguardia teatrale, proponendoci due pièces realizzate dall'L'Associazione Culturale Teatrialchemici, un riuscito sodalizio artistico fondato nel 2005 a Palermo da Ugo Giacomazzi e Luigi Di Gangi, allo scopo di coniugare il teatro con il sociale. Desideranza, menzione speciale al Premio Scenario 2007, è la rappresentazione scritta e scenica di un tragico tentativo di riscatto da un grembo familiare soffocante di oppressione; ma anche di un rapporto fraterno cementato da una forma comunicativa sognante e dalla tenerezza di una speranza silenziosa. Fufùll, Premio Teatro che verrà 2007, risponde invece alla necessità di introdurre, all'interno di una società gaudente e avvinta dalle lusinghe di un apparente benessere, il tarlo dell'ineludibile scarto da un quadro sociale omologante. Per dare forma a un altro mondo, ad un universo parallelo dove suoni, immagini, parole sono corpi da fondere in un amalgama di sensi che produca l'inesistente. Un messaggio che proviene dal Sud ma che riguarda tutti noi. E il lettore, al termine della lettura, non potrà fare meno di acquistare i biglietti per assistere ai due spettacoli.
 
 
 
 
Le Ossa - scritture invisibili, essenziali, irregolari... differenti. Sotto la glassa dolciastra del superfluo. Una nuova collana editoriale,firmata Orecchio di Van Gogh e curata da Fabrizio Baleani. Sul suo scheletro corrono le storie struggenti e le fantasie scardinanti dei Teatrialchemici, attori-autori tra i più ingegnosi ed originali della drammaturgia italiana...

 
 

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