Centro Storico

 
 

Il Centro Storico di Crotone è facilmente individuabile perché posto su di un'altura, a ridosso del mare, racchiusa fino alla fine dell'800 dalla cinta murale cinquecentesca con una storia antichissima. Secondo gli archeologi è qui, infatti, che sorgeva l'acropoli dell'antica Kroton. Si dice che ospitasse, tra gli altri edifici, il Tempio delle Muse, sede della scuola pitagorica, nota in tutto il Mediterraneo. Si tratta di un tessuto urbano molto stratificato, a cui per le continue distruzioni, ricostruzioni, rimaneggiamenti, aumenti di volume, sovrappostisi nel corso di circa tre secoli, non si può attribuire nessun appellativo del tipo Bizantino, Medioevale, Rinascimentale, Barocco. La città fu sottoposta nei secoli a varie dominazioni straniere il cui influsso si riflette nello stile eterogeneo del suo centro antico. Le tipologie sono per lo più composite, con molte case a schiera, vie strette e tortuose, in cui emergono gli edifici di culto ed i palazzi nobiliari concentrati nelle piazzette. Potere politico e potere religioso si sommano in questi spaccati di vita sociale, dove si affacciano botteghe di commercianti e artigiani, ma su cui principalmente incombe la mole della chiesa, del convento, del palazzo nobiliare. Così mentre piazza Castello conserva nei secoli la sua peculiarità di piazza d'armi, piazza del Duomo, centro politico della città è sede della Casa Regia, del palazzo Vescovile, oltre che naturalmente della chiesa Cattedrale. Su largo Suriano (ora piazza Umberto I), destinato alle adunanze popolari, sovrastavano il convento di San Francesco d'Assisi, ora Seminario, con la chiesa annessa e le dimore dei Suriano, ora Albani, e dei marchesi Berlingeri. 
Il Centro Storico di Crotone era un tempo racchiuso entro la cinta muraria, gran parte della quale fu abbattuta poco dopo l'Unità d'Italia, caratterizzato da vie strette e piazzette in cui si affacciano i palazzi nobiliari: 

The historic center of Crotone is easily identifiable because placed on a hill, overlooking the sea, surrounded until the end of the sixteenth-century from the walls with a very ancient history. According to archaeologists it is here, in fact, that stood the acropolis of ancient Kroton. It is said to house, among others buildings, the Temple of the Muses, the seat of the Pythagorean school, known throughout the Mediterranean. It is a very stratified urban fabric, to which the continuing destruction, reconstruction, remodeling, increases in volume, superimposed over three centuries, you can not assign any name of the Byzantine type, Medieval, Renaissance, Baroque. The city was subjected over the centuries to various foreign dominations whose influence is reflected in the diverse style of the ancient center. The types are mostly composite, with many terraced houses, narrow and winding streets, where emerge the religious buildings and palaces concentrated in small squares. Political and religious power add up these slices of social life, which is overlooked by shops of merchants and craftsmen, but which lies primarily with the bulk of the church, of the convent and of the palace. So while Piazza Castello preserved over the centuries its peculiarities of weapon square, the Cathedral square,  as political center of the city ist he home of the Royal House, the Bishop's Palace, and of course the Cathedral church. On off Suriano (now Piazza Umberto I), intended for popular assemblies, overlooking the convent of St. Francis of Assisi, now Seminar with the adjoining church and the homes of the Suriano, now Albani, and Berlingeri Marquis.
The Historic Center of Crotone was a temple enclosed by the walls, most of which was demolished shortly after the Unit of Italy, characterized by narrow streets and squares where there are noble palaces:

 
 
 
 
Palazzo Galluccio

Palazzo Galluccio (via Risorgimento): appartenente attualmente alla famiglia Lucifero, subentrata in qualità di erede, si hanno notizie della sua esistenza già nel 1699. Ricostruito nel 1809 con facciate in stile neoclassico, che ricalcano gli esempi dell'architettura romana, ha un portale con arco a tutto sesto, sormontato da un balcone con balaustra, sorretto da due coppie di colonne binate a fusto liscio e capitello riconducibile allo stile dorico. L'elegante e massiccio edificio nobiliare ha di pertinenza un bel giardino posto sui bastioni, chiuso da un cancello su cui campeggia lo stemma della famiglia.
Palazzo Barracco (piazza Castello): eretto dove in passato esisteva l'abitazione di Giovan Battista Nola Molise, autore di una "Cronica" della città di Crotone, fu per molti anni proprietà dei baroni Farina che, secondo alcune fonti, ospitarono nel 1799 il Cardinale Ruffo durante la spedizione Sanfedista per la restaurazione borbonica e successivamente Ferdinando IV di Borbone. All'inizio del 1800 la residenza passò ai baroni Barracco. Costruito secondo nuove tecniche antisismiche, è un elegante e massiccio edificio a corte chiusa con scalone interno a due rampe e ballatoio, volte a crociera, che conserva nella corte stessa delle decorazioni in stucco e la pavimentazione in lastre di basalto etneo.

 
Palazzo Giunti

Palazzo Giunti (via Discesa Fosso): secondo la tradizione popolare, consta di 365 stanze, tante quanto i giorni dell'anno. In realtà i vani sono 52. L'edificio, a corte chiusa con ballatoio triarcato con pilastri in doppio ordine, fu costruito su uno dei bastioni sul luogo ove prima si trovavano palazzo Orsini ed altre case, poi abbattute. La facciata in calcare siracusano ha decorazioni a paraste scanalate con capitelli, che si richiamano all'ordine Corinzio. Presenta un portale centrale in marmo, databile nel secolo XIX, caratterizzato da due piedritti semplici affiancati da due semipilastri (lesene) che reggono una architrave. Le lunette laterali sono ornate con serti di alloro. Al centro è posto lo stemma di famiglia sormontato dalla corona di marchese. Dal portone si accede al cortile interno, pavimentato con lastre di basalto (basuli), attraverso una volte a botte, con decorazione a lacunari. Ai lati del portale vi sono 4 finestre.
Tutto il piano terra è decorato a bugnato.
Casa Zurlo (via Suriano): forse dimora del principe Castellucci di cui reca lo stemma gentilizio, ha un bel portale lapideo ad arco con capitelli di ordine ionico.
Palazzo Albani (piazzetta Albani): palazzetto nobiliare con facciata neo classica romana.

 
Palazzo Grimaldi

Palazzo Grimaldi (via Discesa Fosso): appartenuto un tempo agli Ayerbis d'Aragona, non presenta particolari elementi di caratterizzazione. Agli angoli, sotto le cornici dei balconi, si notano graziose decorazioni zoomorfe in tufo. 
Palazzo Sculco (via Ducarne)
: presenta un portale in pietra tufacea con arco a tutto sesto in pietra e rosta in ferro battuto. L'arco è retto da due piedritti sorreggenti un capitello. Al centro si imposta la chiave di volta  sopra il quale era un tempo posto lo stemma in basalto (poi trafugato) della famiglia Sculco, feudataria di Papanice e duchi di San Severino. Il prospetto è stato modificato nell'ultimo restauro. Sulle foto del 1978 il portale è infatti inquadrato in un corpo lineare appena aggettante, coronato da cornice. Solo motivo ornamentale è la predominanza della linea curva dei balconcini ad arco. Sugli angoli è lasciata a vista la pietra tufacea della muratura. Sopra il portale, tra le due finestre, vi è una caratteristica apertura ad ovolo (occhio di bue). La data 1837 apposta su un portale sul retro, di diversa tipologia, si riferisce forse ad un rifacimento. 
Palazzo Lucifero (via Ducarne)
: originariamente composto da due edifici distinti, poi uniti da un andito per dare un carattere architettonico unitario nei prospetti, è di proprietà della famiglia Lucifero del ramo di Apriglianello, di cui reca lo stemma. Fu acquistato nei primi del '900 dalla famiglia di Fortunato Macrì. Il portale ad arco presenta una cornice in arenaria e lo stemma gentilizio della famiglia Lucifero in corrispondenza della chiave di volta. Ai lati dello stemma due belle volute decorano la sommità dell'arco sorretta da due lisci piedritti.  

 
Palazzo De Mayda

Palazzo De Mayda (via Suriano): costruito nel 1736 dai Suriano, fu continuato dai Marzano e poi completato dai De Mayda. La vastità di questo fabbricato si deduce dai numerosi ingressi in tre strade diverse. Per consacrare il titolo, nei primi anni dello '800, fu iniziata la costruzione di questo grande casamento, che oltre al giardino, con alberi da frutto, e agli appartamenti nobiliari, aveva anche le abitazioni per i dipendenti e vari locali per i servizi. Residenza in linea con il portale in pietra con rosta in ferro battuto e stemma nobiliare marmoreo, ornato da stucchi e da coronamenti curvilinei. Ha giardino interno e originariamente aveva anche di pertinenza vari locali di servizio e le abitazioni dei dipendenti.
Palazzo Berlingieri (piazza Umberto I): eretto su edifici preesistenti a corte chiusa, in stile neoclassico, appartenenti alla stessa famiglia, presenta un portale arricchito da colonne che sorreggono un balcone centrale. Fu edificato tra il 1880 ed il 1885 su progetto dell'architetto Giovanni Pugliese e per conto della famiglia dei Marchesi Berlingieri. Sede del tribunale fino agli anni '60. 
Palazzo Lucifero (via Risorgimento): costruito tra il XVIII ed il XIX secolo, ha un portale con arco a tutto sesto in tufo con stemma gentilizio e ampia terrazza su cui si aprono due porte-finestre con arco ogivale. 
Nello stemma marmoreo sono visibili, in basso, le decorazioni dell'Ordine dei Cavalieri di Malta e dell'Ordine della Corona d'Italia, di cui alcuni membri del casato furono insigniti nel corso dei secoli.

 
Palazzo Morelli


Palazzo Morelli (via Risorgimento)
: in stile neoclassico romano, è a corte chiusa con giardino interno. L'edificio presenta due facciate gemelle e due piani. Il primo con finestre, il secondo con balconi ornati da timpani triangolari. Il portone ad arco è ornato lateralmente da lesene che poggiano su basamenti sui quali sono collocate due colonne doriche a fusto liscio fatte a rocchi. Questi elementi fanno da sostegno al balcone centrale, sormontato da timpano a lunetta. Il coronamento del palazzo è realizzato con cornicioni a dentelli. Il suo aspetto attuale, arredato con mobili settecenteschi, è dovuto alla ristrutturazione operata su case preesistenti nel 1885 dall'architetto Salvatore Bianciardi per conto dei marchesi Morelli, che in tale data si impossessarono del palazzo. L'esistenza dell'edificio è confermata dalla carta di Michele Cristiani del 1778 dove è visibile il corpo anteriore, mentre in uno schizzo preparatorio per il "Voyage pictoresque" dell'abate Saint-Non (1781-1786) compare la medesima parte e la facciata di via Risorgimento, detta anche "via dei Baroni" per i numerosi palazzi nobiliari che su di essa si affacciano, con le stesse caratteristiche stilistiche del neoclassicismo romano, conservate parzialmente nel palazzo odierno. Un'ulteriore carta del 1828 riporta il medesimo edificio come proprietà della famiglia Cosentini, mentre nel catasto dello stesso anno i corpi che costituiranno il palazzo attuale ed il giardino risultano unificate come proprietà a nome del sig. Zito Stefano.
Casa Olivieri-Susanna (vico Montalcino): monumento rinascimentale di interesse storico artistico e segnalato nel catalogo del Ministero della Pubblica Istruzione dal 1959, ebbe diversi proprietari. Secondo le ricerche eseguite dal Pesavento, essa fu per alcuni secoli proprietà dei Syllano, andando in seguito ad incrementare quelle dei Presterà e poi quelle del barone Olivieri, oriunda Otranto, che imparentato con la famiglia Susanna, ne portava ai lati portali lo stemma gentilizio. Una gentile tradizione locale narra del matrimonio tra Olivieri ed una Susanna che metteva fine alla rivalità tra le due famiglie, di diversa fazione durante la lunga guerra tra Angioini ed Aragonesi. La scelta dello stemma della Susanna è forse dovuto sia al fatto che la famiglia era iscritta al Sedile dei nobili di Crotone, sia forse al fatto che suggerisce più immediatamente l'idea della pace (colomba con il ramo di olivo). Secondo alcune fonti passò in seguito ai Farina e poi ai Barracco che acquistarono anche l'omonimo palazzo e l'Orto Filè annesso (ora Villa Comunale). La residenza ha un bellissimo portale in pietra con rosta in legno dichiarato. Ai lati del portale, delle sfere in arenaria lo decorano, mentre i capitelli sono abbelliti da motivi zoomorfi. La trabeazione è inoltre sorretta da due protomi barbute (quella destra è in realtà ormai irriconoscibile). Costruzione di arenaria locale risale all'anno 1526 come è attestato dalla data di fondazione incisa nel ricco portale lapideo riportata insieme a un'iscrizione mutile. Il palazzo apparteneva alla famiglia del Barone Olivieri. 

 
Palazzo Suriano

Palazzo Suriano (piazza Umberto I): a corte chiusa, risale al XVIII secolo, come chiaramente fanno apparire i motivi a doppio ordine di arcate a salienti, in uno dei lati prospicienti la corte e caratteristici del settecento napoletano. Presenta una facciata di impostazione neoclassica, probabilmente frutto di un successivo rifacimento.
Originariamente appartenuto alla nobile famiglia crotonese dei Suriano, la residenza dava anche il nome allo spiazzo (Largo Suriano), passando nel corso dell'ottocento alla famiglia Albani: nobiltà non indigena, un membro della quale, Filippo Eugenio, studioso bibliofilo e collezionista d'arte, nella qualità di Sindaco della città, portò a compimento la realizzazione del pubblico acquedotto.
L'edificio è molto importante dal punto di vista storico poiché nel 1807, durante l'occupazione francese, vi soggiornò il generale Reyner. 
Liceo Ginnasio Pitagora (piazza Umberto I): situato sul lato più lungo della piazza, su cui si affacciano due dei più importanti palazzi nobiliari della città Palazzo Suriano e Palazzo Berlingieri, l'imponente mole nasce nei primi anni '30 su progetto dell'ingegner Franco Lamanna.
Quattro anni dopo venne aggiunto il bel giardino che ancora oggi ne adorna l'esterno. Ornato da poche decorazioni,  richiama lo stile dei palazzi ottocenteschi, ben armonizzandosi con i palazzi del centro storico che sorgono nelle sue immediate vicinanze, e dell'architettura di regime. È caratterizzato da ampie vetrate, finestre rettangolari al piano inferiore e ad arco a quello superiore, arricchite da una chiave di volta. La facciata presenta un portale rettangolare ornato da una cornice, sul quale vi è un balcone con balaustra a colonnine sorretto da mensole a volute. Il coronamento è ornato da pinnacoli.
Casa Turano (via Concordia): forse dimora della nobile famiglia Ajerbas d'Aragona, è stata poi l'abitazione di Carlo Turano, che fu Sindaco della città, molto stimato dalla cittadinanza. Conserva le caratteristiche architettoniche sei-settecentesche, legati all'influenza spagnola. Presenta peculiare vano scala che forma un loggiato esterno ad archi. Dopo l'abbattimento della porta principale e di parte della mura (1872) la città si aprì all'esterno mediante la creazione di portici neodorici. L'espansione urbana fuori le mura, cominciata con il quartiere Marina, diventa architettonicamente più qualificata nel periodo 1925-1935 quando vengono rielaborate forme e decorazioni influenzate da correnti artistiche quali l'art nouveau (Palazzo Proto, Palazzo Pitascio, Palazzo Mori, Palazzo Tancredi, Palazzo Brasacchio) o successivamente ai pesanti retaggi neoclassici dell'architettura di regime (Liceo Classico, Ex Banca d'Italia).
Periodo colmo di espansione urbana è quello caratterizzato dalla nascita dell'architettura popolare, che ha un esempio caratteristico nella Borgata Giardino (1923).

 
Villa Berlingieri

Villa  Berlingieri (via Risorgimento): costruita nel 1882 su progetto dell'omonimo proprietario Francesco Berlingieri che aveva studiato all'accademia militare "La Nunziatella" di Napoli, presenta pronao neoclassico in facciata, scalone interno in marmo e pavimento a mosaico. La residenza, a cui si accede da un bel e ampio giardino con curiosa portineria, presenta una facciata con pronao neoclassico.

 
Palazzo Zurlo-Soda

Palazzo Zurlo-Soda (discesa Soda): risalente al XIX sec., esternamente  si articola su due livelli e presenta un portale in pietra con arco a tutto sesto poggiante su due piedritti lisci.
Al suo interno conserva lo stemma della famiglia Zurlo.

 
 

Galluccio Palace (via Risorgimento): currently belongs to the Lucifero family, took over in quality of heir, we have news of its existence already in 1699. Rebuilt in 1809 with neoclassical façades, which follow the examples of Roman architecture, it has a portal with round arch, surmounted by a balcony with a balustrade, supported by two pairs of columns coupled to smooth shaft and capital attributable to the Doric. The elegant and massive noble building has a beautiful garden pertaining placed on sticks, closed by a gate which bears the family crest.




Palazzo Barraco (Piazza Castello):
erected where once there was the house of Giovan Battista Nola Molise, author of a "chronic" of the city of Crotone, it was owned for many years  by the Farina family who, according to some sources, hosted in 1799 Cardinal Ruffo during Sanfedista expedition to the Bourbon restoration and subsequently Ferdinand VI de Bourbon. At the beginning of 1800 the house went to Barraco barons. Built according to new earthquake-resistant techniques, it is an elegant and massive closed court building with an internal double staircase and balcony, vaulted ceilings, which preserves in the court of the same stucco and the floor of Etna basalt slabs.  

 

Giunti Palace (Via Fosso Descent): according to tradition, is composed of 365 rooms, as many as the days of the year. In reality the rooms are 52. The building, a closed courtyard with a gallery triarcato with pillars in two rows, was built on the ramparts in the place where before there were Orsini palace and other houses knocked down. The limestone facade in Syracuse has decorations fluted pilasters with Corinthian capitals that recall the order. It has a central marble portal, datable in secoloXIX, characterized by two piers simple flanked by two half-pillars (pilasters) that hold a lintel. The side bezels are adorned with garlands of laurel. At the center there is the family crest topped by the marquis crown. From the front door you enter the courtyard, paved with basalt slabs (basuli), through a vaulted ceilings with decorations lacunar. On the sides of the portal there are four windows.
The entire ground floor is decorated with rusticated.



House Zurlo (via Suriano),
perhaps residence of Prince Castellucci of which was the coat of arms, has a beautiful arched stone portal with Ionic capitals
Albani Palace (Albani square): a noble Roman building with neo-classical facade.

 

Grimaldi Palace (Via Fosso Descent): once belonged to Ayerbis of Aragon, it has no special characterization elements. At the corners, under the frames of the balconies, they notice pretty zoomorphic decorations in tuff.


Palazzo Sculco (via Ducarne)
: has a tuff stone portal with a round arch in stone and wrought iron rosta. The arch is supported by two piers supporting a capital. At the center you set the keystone on which place was once the emblem of basalt (later stolen) of the Sculco family, feudal lords and dukes of Papanice of San Severino. The prospectus has been changed in the last restoration. On the photos of 1978 the portal is framed in fact just a linear projecting body, crowned by frame. Only pattern is the predominance of curved line of arched balconies. The corners is left to the stone masonry of tufa view. Above the portal, between the two windows, there is a characteristic oval opening (bull's-eye). The date 1837 affixed to a portal on the back, of different types, possibly refers to a makeover.


Lucifero Palace (via Ducerne):
originally composed of two separate buildings, then joined by a passage to give a unified architectural character in prospectuses, is owned by the Apriglianello branch Lucifer family, which bears the coat of arms. It was purchased in the early 900 from the family Fortunato Macri. The arched portal has a frame made of sandstone and the coat of arms of Lucifero family at the keystone. At the sides of the two beautiful crest unintended decorate the summit of the arch is supported by two piers smooth.

 


De Mayda Palace(via Suriano):
built in 1736 by Suriano, was continued by Marzano and then completed by De Mayda. The vastness of this building if deduced from the number of inputs in three different ways. To consecrate the title, in the early 800, it began the construction of this large tenement, which in addition to the garden, with fruit trees and stately apartments had also housing for employees and for various local services. Residence in line with the stone portal with rosta wrought iron and marble coat of arms, decorated with stucco and wainscoting curved. It has garden and originally also had service real local relevance and employees' homes.




Berlingeri Palace (Piazza Umberto I):
if existing buildings erected in closed court, in neoclassical style, belonging to the same family, has a portal decorated with columns supporting a central balcony. It was built between 1880 and 1885, designed by the architect Giovanni Pugliese and on behalf of the Berlingeri family. Seat of the Court up to 60 years.

Lucifer Palace (via Risorgimento):
built between the XVIII and XIX century, has a portal with a round arch in tuff with coat of arms and a large terrace on which there are two French windows with pointed arch.
In the marble coat of arms are visible at the bottom, the decorations of the Order of the Knights of Malta and the Order of the Italian Crown, of which some members of the family were awarded over the centuries.

 

Morelli Palace (via Risorgimento): Roman neoclassical style, has closed courtyard with patio. The building has two twin façades and two floors. The first with windows, the second with balconies decorated with triangular gables. The arched doorway is ornamented laterally by pilasters which rest on plinths on which are placed two columns in Doric made rocchi smooth stem. These elements act as support to the central balcony surmounted by gable bezel. The crowning of the building is made with dentil cornices. Its present appearance, furnished with eighteenth century, is due to the restructuring carried out on existing homes in 1885 by the architect Salvatore Morelli Bianciardi on behalf of the Marquis, who at that time took possession of the building. The existence of the building is confirmed by Michele Cristiani paper of 1778 where the front body is visible, while in a preparatory sketch for "Voyage pictoresque" of Saint-Non (1781-1786) Abbot appears the same side and the street facade Risorgimento, also called "via dei Baroni" for the numerous palaces that overlook on it, with the same stylistic characteristics of the Roman neoclassicism, partially preserved in today's building. Another paper of 1828 shows the same building as the property Cosentini family while in the land of the same year the bodies that constitute the current building and the garden are unified as rporpieta on behalf of Mr. Zito Stefano.




Casa Olivieri-Susanna (Vico Montalcino
): Renaissance monument of historical and artistic interest reported in the catalogue of the Ministry of Education since 1959, had various owners. According to research performed by Pesavento, it was for several centuries property of Syllano, going later to increase those of Presterà and then those of Olivieri Baron, a native Otranto, which related to the Susanna family, it bores on the sides portals the coat of arms. a kind local tradition tells of the marriage between Olivieri and Susanna that put an end to the rivalry between the two families, with different factions during the long war between the Angevins and Aragonese. The choice of the emblem of Susanna is probably due both to the fact that the family was registered in the seat of the nobles of Crotone, is perhaps the fact that most immediately suggests the idea of ​​peace (a dove carrying an olive branch). According to some sources step following the Farinas and then to Barracos that bought the eponymous palace and The Attached File Orto (now Villa Comunale). The residence has a beautiful stone portal with wooden fan they said. At the sides of the portal, in sandstone of balls they decorate it, while the capitals are adorned with zoomorphic motifs. The entablature is also supported by two protomes bearded (the right is now unrecognizable). of local sandstone building dates back to the year 1526 as attested by the founding date engraved in stone-rich portal reported along with a mutilated inscription. The palace belonged to the Baron Olivieri family.

 


Suriano Palace (Piazza Umberto I):
a closed court, dating back to the eighteenth century, as clearly make it appear the grounds with a double row of salient arches, in one of the sides facing the court and characteristics of the eighteenth Neapolitan century. It has a neoclassical facade, probably the result of a subsequent reconstruction.
Originally belonged to the noble crotonese family of Suriano, the residence also gave its name to the mall (Largo Suriano), passing during the nineteenth century to the Albani family nobility non-indigenous, a member of which, Filippo Eugenio, bibliophile scholar and art collector, as city mayor, required the achievement of the public aqueduct.
The building is very important from the historical point of view because in 1807, during the French occupation, the as General Reyner stayed there.



Liceo Pythagoras (Piazza Umberto I):
located on the long side of the square, overlooked by two of the most important palaces of the city Suriano and Berlingeri Palaces, the imposing building born in the early 30's on the Franco Lamanna engineer ' plan.  Four years later it was added to the lovely garden that still adorns the outside. Decorated with few decorations, it recalls the style of the nineteenth century buildings, blending well with the buildings of the old town that arise in the immediate vicinity, and the architecture system. It is characterized by large windows, rectangular windows on the lower and arched to the upper floor, enriched by a key voilta. The facade has an ornate rectangular portal by a frame, on which there is a balcony with balustrade pedestals supported by volute shelves. The crown is decorated with pinnacles.



Turano House (via Concordia):
perhaps Ajerbas residence of the noble family of Aragon, it was then the home of Carlo Turano, who was the city mayor, highly respected by the citizenry. It preserves the architectural features of the seventeenth and eighteenth centuries, linked to the Spanish art. It has peculiar stairwell that forms an outer arched loggia. After the removal of the main door and part of the walls (1872), the town is open to the outside by means of the creation of neodorici porches. The urban expansion outside the walls, began with the Marina district, architecturally become more skilled in the period 1925-1935 when reworked forms and influenced by art movements such as Art Nouveau decorations (Proto Palace, Palazzo Pitascio, Mori Building, Tancredi, Palazzo Brasacchio) or subsequently to the heavy legacy of the neoclassical architecture of the regime (High School, Former Bank of Italy).
Urban sprawl filled period is characterized by the birth of folk architecture, which has a characteristic example in the Borgata Garden. (1923)

 

Villa Berlingeri (via Risorgimento): built in 1882 to plans by the owner Francesco Berlingeri same name who had studied at the Military Academy "The Nunziatella" of Naples, presents a neoclassical façade, interior staircase of marble and mosaic floor. The residence, which is accessed by a beautiful and large garden with curious concierge, has a facade with a neo-classical portico.

 




Zurlo-Soda Palace(Soda descent):
dating back to XIX century, externally is divided on two levels and presents stone portal with round arch resting on two piers smooth.
Inside it preserves the coat of arms of the Zurlo family.

 
 
 

Mura Bizantine: nel 1994 un intervento del Comune di Crotone ha portato alla luce una poderosa murazione, costituita alla base da blocchi perfettamente squadrati e sovrapposti, tipica del periodo tardo antico. Ciò ha fatto supporre la presenza delle mura di cinta dell'acropoli greca, ubicata dagli studiosi appunto sul colle del Centro storico, probabilmente riutilizzati in periodo alto medievale e successivamente, durante il viceregno spagnolo, inglobati nelle predette abitazioni. La presenza di una cinta muraria di periodo medievale è stata evidenziata varie volte durante il corso degli  interventi operati sul complesso monastico di Santa Chiara e negli edifici adiacenti. Le ricerche archeologiche, effettuate durante l'intervento, hanno messo in luce l'ampiezza del muro, datato dagli archeologi attorno al VI sec. a.C..  La cortina doveva difendere Crotone dagli assalti dei Goti nella fase finale delle guerra che, per circa vent'anni, li vide contendere ai Bizantini, allora guidati dall'imperatore Giustiniano, il controllo della penisola. Come riferisce Procopio di Cesarea, nel De bello gothico, essa permise agli abitanti ed ai soldati imperiali di stanza in città, di resistere per mesi all'assedio del re goto Totila. I resti erano coperti da due fabbricati, probabilmente a due piani ciascuno, crollati in seguito ad un bombardamento aereo che ha colpito Crotone durante l'ultimo conflitto mondiale. La parte meglio conservata della struttura è il paramento sud, che dà su corso Vittorio Emanuele e misura in lunghezza circa 11 metri. L'alzato a vista consiste in tre corsi orizzontali e paralleli di blocchi parallelepipedi di taglia abbastanza omogenea, affiancati gli uni agli altri su letti di malta bianca. I conci, tagliati nella tipica calcarenite del Marchesato, provengono tutti dalla spoliazione dei ruderi di edifici di età greca o forse, delle stesse mura difensive di Kroton ed in disuso  già dal III secolo a. C.. Vi sono inoltre brandelli di apparecchiature murali più recenti e materiali di spoglio di diversa natura, per il quale è ugualmente plausibile una datazione all'Alto Medioevo, successiva all'età giustinianea. 

Byzantine Walls: in 1994 an intervention of the Municipality of Crotone has brought to light a powerful system of walls, formed at the base by perfectly squared and overlapping blocks, typical of the period of late antiquity. That suggested the presence of the boundary walls of the Greek Acropolis, located by scholars on the Old Town hill, probably reused in medieval high period and subsequently during the Spanish kingdom, incorporated in the aforesaid houses, the presence of a boundary wall for the medieval period has been highlighted several times during the course of the actions undertaken in the monastery of Santa Chiara and adjacent buildings. Archaeological research carried out during the operation revealed the width of the wall, dated by archaeologists around the sixth century BC. The curtain had to defend Crotone from the assaults of the Goths during the war that, for about twenty years, saw them contend the Byzantines, led by Emperor Justinian who then, controlled the peninsula. as reported Procopio di Cesarea, in De Bello Gothico, it allowed to the inhabitants and to imperial soldiers stationed in the city, to hold out for months the siege of the Gothic king Totila. The remains were covered by two buildings, probably two-storey blocks, collapsed following an aerial bombardment that hit Crotone during the Second World War. The best preserved of the property is south facing, which overlooks Corso Vittorio Emanuele and measuring about 11 meters in length. The raised to view consists of three horizontal and parallel courses of rectangular blocks of fairly uniform size, one adjacent to the other on white mortar beds. The segments, cut in the typical calcareniten the Marquis, all come from plundering the ruins of buildings of the Greek age or perhaps the same defensive walls of Kroton and abandoned already in the third century BC. There are also more recent pieces of wall and equipment of various types of materials taken, for which it is equally plausible to date to the Middle Ages, after the age of Justinian.      

 
 

Elaborazione dell'ufficio: Centro Elaborazioni Dati (CED)
Fonte: Settore Turismo
Data ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2017
Revisionato da: Alessandra Vrenna
Traduzione a cura di:
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