Giornata della Verit, della Giustizia, della Legalit

Era palpabile l'emozione nella sala consiliare dove sono risuonate le testimonianze di Pietro Orlandi, Marisa Garofalo, Giovanni Gabriele e Romina Pioli in occasione della Giornata della Verit, della Giustizia e della Legalit che il Comune di Crotone ha voluto organizzare raccogliendo l'invito di Pietro Orlandi, fratello di Emanuela Orlandi scomparsa il 22 giugno 1983
Ciascuno con il suo bagaglio di ricordi ma anche con la sete di verit e di giustizia per i propri familiari strappati al loro affetto.
"Si pensa a chi ci ha lasciati, ma la societ deve interrogarsi e stare vicino anche a chi resta" ha detto il sindaco Peppino Vallone aprendo la giornata nella sala consiliare.
In precedenza nell'atrio della casa comunale era stata scoperta la targa "qui la 'ndrangheta non entra" iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio Regionale e dalla Commissione Regionale anti ndrangheta alla quale il Consiglio Comunale di Crotone ha, all'unanimit, aderito.
"Abbiamo voluto apporre questa targa all'interno della casa comunale" ha detto il sindaco Vallone "perch idealmente come se l'avessimo messa nelle case di ogni cittadino di Crotone. E' nelle case che si forma la cultura della legalit. E nelle case che si fissa questo principio fondamentale"
Il sindaco ha ricordato anche l'impegno delle forze dell'ordine, presenti nella sala consiliare, ed i risultati che si sono raggiunti in tema di sicurezza e contrasto alla criminalit organizzata.
Erano presenti tra gli altri i consiglieri Regionali Salvatore Pacenza ed Emilio De Masi, il presidente del Consiglio Comunale Arturo Pantisano, gli assessori Vincenzo Mano, Francesco Stabile e Claudio Perri, il comandante della Capitaneria di Porto Nicola Freda, il sindaco di Cutro Salvatore Migale, i consiglieri comunali Vincenzo Camposano e Manuela Cimino.
La vice sindaco Teresa Cortese, che ha curato l'organizzazione della Giornata, ha ricordato le motivazioni che hanno spinto l'amministrazione nel dedicare la giornata ad Emanuela Orlandi la cui storia ricorda quelle che tante famiglie calabresi vivono ogni giorno. Famiglie alle quali sono stati sottratti affetti ed alle quali vogliamo essere vicini non soltanto in questa giornata"
Si poi passati alle testimonianze. Pietro Orlandi impegnato a Roma nella marcia organizzata nel nome della sorella Emanuela ha inviato un messaggio che stato letto nell'aula consiliare: "da ventinove anni cerco verit e giustizia, paziente e disarmato davanti ai silenzi ed alla prepotenza del potere. Non conosco il movente ed i responsabili del sequestro di mia sorella ma conosco il sistema che l'ha inghiottita"
"Nonostante tutto" continua Pietro Orlandi "non ho mai perso la fede e sono orgoglioso di essere italiano. L'Italia in cui credo quella di Borsellino, di Falcone, di Aldo Moro, dei ragazzi delle loro scorte, dei nostri soldati in missione di pace all'estero e di tutti i familiari delle vittime di mafia che non hanno voce ma solo dure realt"
"L'Italia in cui credo" ha aggiunto Orlandi " quella di persone come i cittadini di Crotone che a testa alta non si arrendono alle ingiustizie in un territorio flagellato dalla criminalit"
Ed ha concluso: "ringrazio il Comune di Crotone esempio di chi vuole che la Verit e la Giustizia in questo paese non siano pi un'utopia e un sogno"
Marisa Garofalo nel ricordare la sorella Lea, testimone di giustizia barbaramente uccisa, ha parlato di strage: "strage come quella di Falcone e Borsellino, come quella di Brindisi dove morta la dolce Melissa, come quella che ha visto lasciarci il povero Domenico Gabriele"
"Una strage" ha aggiunto "compiuta da vigliacchi che in tanti si sono messi contro una donna fragile ed indifesa come Lea"
"In questa terra siamo chiamati a scegliere con chi stare" ha detto Marisa Garofalo "se con lo Stato o con l'antistato. Noi vogliamo essere con lo Stato"
E ricordando la nipote Denise figlia di Lea che vive sotto protezione ha detto: "Denise ha scelto di stare con sua madre"
Romina Pioli, sorella di Fabrizio scomparso dal febbraio scorso, non intervenuta direttamente nella sala consiliare per un impegno sopraggiunto, ha inviato un messaggio ringraziando la citt di Crotone di aver voluto aggiungere la propria voce alle tante di una Calabria che si ribella a sistema arcaici e barbari.
Giovanni Gabriele che era accompagnato dalla moglie Francesca ha ricordato il dolce Dod strappato da una mano assassina al loro affetto, oggi nel cuore di tutti i crotonesi.
"La legalit un valore assoluto, dobbiamo ricercarla ogni giorno anche nei comportamenti pi semplici" ha detto Giovanni Gabriele che con la moglie impegnato attivamente in questo percorso.
"A qualcuno che afferma che Domenico si trovava nel posto sbagliato dico che Domenico era nel posto giusto, su un campo di calcetto dove c' la vita e non ci pu essere posto per la morte. Sbagliati sono coloro che agiscono con la violenza e nell'illegalit".
Antonio Tata di Libera ha sottolineato l'importanza di giornate come quelle vissute nella sala consiliare facendo appello anche alle famiglie di curare anche le piccole regole e di insegnare ai figli a rispettarle: "tutti noi dobbiamo condividere questa responsabilit".
Il consigliere regionale Salvatore Pacenza ha portato il saluto della Commissione Regionale contro la 'ndrangheta.



 
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