Zona Franca Urbana, c'è l'ok del Cipe

 
Zona Franca Urbana
Zona Franca Urbana

Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha dato il via libera alle agevolazioni per le aree socialmente ed economicamente svantaggiate: le cosiddette Zone franche urbane, già sperimentate con successo in Francia ed autorizzate dall'Unione europea anche in Italia.
La delibera è stata approvata venerdì scorso, su proposta del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola.
Si tratta di 50 milioni di euro per ciascuna delle due annualità di sperimentazione (2008 e 2009) che serviranno ad attivare meccanismi di agevolazione fiscale e previdenziale a sostegno di nuova imprenditorialità.
I benefici riguardano le ventidue Zone franche urbane selezionate ad ottobre dello scorso anno dal Dipartimento politiche di sviluppo: Catania, Gela ed Erice in Sicilia; Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria; Matera in Basilicata; Taranto, Lecce ed Andria in Puglia; Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania; Campobasso in Molise; Cagliari, Quartu Sant'Elena e Iglesias in Sardegna; Velletri e Sora nel Lazio; Pescara in Abruzzo; Massa Carrara in Toscana e Ventimiglia (in Liguria).
Al Dipartimento erano pervenute 64 proposte, a fronte di 180 candidature iniziali.
Non si conosce il testo integrale della delibera del Cipe, al vaglio della Corte dei conti prima della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, ma è quasi sicuro che è stata confermata la ripartizione annuale delle somme operata lo scorso marzo dal ministero dello Sviluppo economico: il 40 per cento distribuito in parti uguali tra le aree selezionate, il restante 60 in base alla dimensione demografica ed al livello di disagio socio-economico. Catania dovrebbe essere il comune con lo stanziamento più corposo, 3.676.925 euro, mentre Sora, con 1.450.596 euro, la zona franca urbana con la dotazione più bassa.
Per Crotone dovrebbero esserci in ballo 2.429.491 euro, la quota più alta tra le calabresi (2,3 milioni Lamezia Terme, 1,9 Rossano); quota confermata anche per il 2009, ultimo anno di sperimentazione delle Zone franche urbane, prima della effettiva entrata a regime, come annunciato dal ministro Scajola che lo scorso anno, in occasione dell'individuazione delle aree, disse: "stiamo già lavorando per estendere questa misura anche oltre il 2009".
Le agevolazioni riguardano le piccole e micro imprese che sono entrate in attività dal primo gennaio 2008 in poi.
Nel dettaglio: 1) esenzione totale per cinque anni dalle imposte sui redditi, del 60 per cento dal sesto al decimo anno di attività, del 40 per cento per l'undicesimo e il dodicesimo, del 20 per cento per le successive due annualità;
2) esenzione per cinque anni dall'Irap fino alla concorrenza di 300 mila euro del valore della produzione netta;
3)esenzione per cinque anni dall'Ici;
4) esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente per cinque anni e nei limiti di un ammontare massimo di retribuzione, con riferimento ai contratti a tempo indeterminato e a tempo determinato di durata almeno annuale (anche per i contributi previdenziali, al termine dei cinque anni scatta l'esonero con la stessa progressione prevista per l'esenzione dalle imposte sui redditi).
Agevolazioni, ma in regime di 'de minimis', sono previste anche per le piccole e micro imprese nate prima dell'1 gennaio 2008.
L'area, individuata da un gruppo di lavoro formato da tecnici del Comune di Crotone e di Crotone Sviluppo che hanno operato sotto la regia dell'assessore alle Attività Produttive - Cesare Spanò ed il coordinamento del Sindaco Peppino Vallone ha una estensione di circa 10,2 chilometri quadrati ed una dimensione demografica di 16,17 abitanti.
Fonte: Il Crotonese

 
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