Da il Giornale dell'Architettura: Dal mare alla città di Pitagora

Dal mare alla città di Pitagora: 1.000 mq di scienza incagliati a Crotone. Progettati dallo studio genovese OBR (Open Building Research di Paolo Brescia e Tommaso Principi, vincitore del concorso d'idee indetto dal Comune nell'ambito del Programma d'iniziativa comunitaria Pic Urban II nel 2003) il Science Centre e il giardino tematico Pitagora, dedicati al pensiero pitagorico e più in generale alla matematica, sono l'esito di un programma che sviluppa a scala ridotta le istanze tipiche dei grandi complessi ideati per l'esposizione della scienza «for public understanding». L'iter progettuale è inoltre determinato dalle esigenze di gestione di uno spazio culturale che deve continuamente innovarsi (non potendo contare sull'interesse suscitato da una collezione permanente di oggetti) e dalle aspettative della committenza, desiderosa di attuare, attraverso la nuova edificazione, inserita all'interno del parco Pignera, sulle pendici collinari del territorio demaniale, la riqualificazione di parte del tessuto urbano e l'inserimento della città nei circuiti del turismo culturale internazionale. obr ha disegnato una struttura monolitica di due livelli (con una superficie di 1.000 mq per un costo di 1,2 milioni) parzialmente ipogea e aggettante, caratterizzata da una copertura a giardino pensile protesa verso il centro città e il mare. La cornice netta e ortogonale della parete terminale enfatizza la direttrice ascensionale della sezione assolvendo la duplice funzione di belvedere visibile dal centro. L'edificio individua così l'estremo di un percorso di luoghi notevoli a vocazione culturale che dall'entroterra, passando per il castello Carlo V, si estende fino al parco archeologico di Capo Colonna, sulle rive dello Ionio. Il principio di continuità orografica, approfondito dai fondatori di obr (con esperienze presso rpbw), è qui interpretato come elemento di mimesi e coesione tra l'architettura e le peculiarità fisiche e botaniche del parco. di Cristina Fiordimela. Fonte: Il Giornale dell'Architettura

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